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Castello di ChiaramontiIl Castello Chiaramonti e posto sul colle di San Matteo, che da lì domina il paese omonimo e sul quale svettava un’imponente torre, importante perché era la porta d’ingresso dell’Anglona venendo da Sassari come dal sud, ma soprattutto perché praticamente inespugnabile.Castello di Chiaramonti

In tanti provarono a prenderlo, chi con la guerra, chi con la diplomazia e la politica dei matrimoni incrociati tra famiglie nobili, dagli aragonesi agli arborensi di Mariano IV.castello di Chiaramonti Sassari

Il medioevo segna quasi, l’avvento alla storia di Chiaramonti (almeno per quanto riguarda i riferimenti scritti), grazie all’edificazione intorno al XIII° secolo del castello cosiddetto dei Doria, che venne eretto, appunto dalla potente famiglia genovese. Castello di ChiaramontiIl castello del quale rimane ben poco, sembra quasi vigilare sulle pianure circostanti, era collocato in una posizione strategica, considerando la situazione politica dell’epoca, ed è attorno ad esso che sorsero le prime abitazioni, le prime strade – simili ai più conosciuti carruggi genovesi- che costituirono il nucleo del futuro centro abitato.Castello di Chiaramonti

Le fortune alterne dei Doria hanno coinvolto anche il nostro castello. Sconfitti nel 1348 da Rambaldo di Corbera, i genovesi riebbero la rocca due anni dopo in conseguenza del loro riavvicinamento al re d’Aragona, cui si erano prima ribellati. Castello di ChiaramontiDopo la pace del 1355, fra il giudice d’Arborea e il re d’Aragona don Pietro si conveniva che il castello venisse consegnato all’arcivescovo di Arborea, in attesa che si pronunciasse al riguardo il papa Innocenzo VI. Nel 1357, il castello venne ceduto a Brancaleone Doria, marito di Eleonora d’Arborea e che non poté tuttavia possederlo.Castello di Chiaramonti

Nel 1410, il castello venne assediato inutilmente da Guglielmo di Narbona, figlio del Visconte Almerico. Precipitate per sempre in Sardegna le sorti dei Doria, il forte continuò a far parte del patrimonio della casa d’Aragona. Tant’è che il re don Alfonso lo cedette in feudo nel 1439 a certo Angelo Cano di Sassari, il quale lo abbandonò, lasciandolo andare definitivamente in rovina.Castello di Chiaramonti

Successivamente una volta divenuto saldo il controllo Aragonese su tutta la Sardegna, allorché i Doria dovettero abbandonare la Sardegna nel 1448, il Castello di Chiaramonti fu trasformato in Chiesa Parrocchiale di San Matteo(probabilmente in ricordo di Matteo Doria, uno dei signori più importanti del Castello di Chiaramonti) prima di finire in rovina come lo vediamo oggi giorno.Castello di Chiaramonti

Sui ruderi della fortezza venne edificata, probabilmente intorno al 1500, la prima chiesa parrocchiale, intitolata a San Matteo. Dell’antico maniero resta ancora una torre, già utilizzata come campanile dopo la costruzione della chiesa. Sottoposte a restauro conservativo, ora le architetture candide del monumento svettano sulla sommità del paese, quasi a vigilare ancora sulle sottostanti e fertili terre anglonesi.Castello di Chiaramonti

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