Tag

, , , , , , , , , , , ,

IMG_0123Il castello Carlo V di Monopoli, è un fortilizio cinquentesco edificato durante la dominazione spagnola della città, il castello di Monopoli, costruito sulla striscia di terra più avanzata rispetto al mare, faceva parte del sistema di fortificazione costiera, voluto da Carlo V in Puglia, e per lui curato dal viceré più illustre della serie, quel Don Pedro di Toledo, della omonima, storica via di Napoli.Castello di Monopoli

Ma altri fanno il nome del marchese Don Ferrante Loffredo, che risiedeva a Lecce.

I lavori per la costruzione del castello terminarono nel 1552: il fortilizio fu voluto dall’Imperatore Carlo V nell’ottica del sistema di fortificazioni costiere pugliesi.Castello di Monopoli

Fu edificato su di un piccolo promontorio (detto Punta Pinna), utilizzando come nucleo centrale la chiesa di “S.Nicola in Pinna” del X secolo e una grande porta romana del I secolo a.C. (fortificata da due corpi di guardia laterali a due piani), a sua volta innalzata sulle mura messapiche del V secolo a.C. Gli scavi archeologici degli anni 1990-2010 della Soprintendenza Archeologica di Puglia hanno eliminato ogni dubbio in proposito.Castello di Monopoli

L’opera fu portata a termine sotto la supervisione del viceré Don Pedro di Toledo, oppure secondo altre versioni, dal marchese Don Ferrante Loffredo.Castello di Monopoli

Nel 1600 viene ampliato e ristrutturato: la fisionomia esterna e la composizione interna viene grandemente modificata, passando così da una struttura prettamente di difesa ad una di tipo residenziale.Castello di Monopoli

Nella prima metà del XIX secolo il castello diventa carcere mandamentale fino al 1969. Successivamente abbandonato, viene oggi utilizzato (dopo esser stato sottoposto, negli anni Novanta, ad importanti lavori di consolidamento e restauro) come sede per ospitare importanti eventi culturali quali mostre pittoriche, fotografiche e cinematografiche.Castello di Monopoli

La semplice pianta del castello è arricchita da bastioni pentagonali che si innalzano ai cinque vertici. Il ponte levatoio (e dunque l’entrata primaria) si doveva trovare a sud-ovest dove si innalza una torre cilindrica edificata in seguito raggiungibile tramite una piccola rampa.Castello di Monopoli

A sinistra della torre è visibile ancora una parte ben conservata delle antiche mura. Ben disposte le numerosecannoniere distribuite dalle coperture fino al pelo d’acqua, all’esterno e all’interno del porto. Suggestiva la grande “sala d’armi”. Sotto la loggia è presente lo stemma in pietra caricato della data 1552, e dal nome del viceré Don Pedro di Toledo, come già detto realizzatore materiale dell’edificio.Castello di Monopoli

Diversi sono gli elementi di interesse artistico e storico dell’edificio dalla chiesa rupestre di San Nicola de Pinna, fondata alla fine del X secolo dal monopolitano Sassone, la grande sala d’armi, caratterizzata da quattro cannoniere a “pelo d’acqua”, due rivolte verso il mare aperto, due all’interno del porto, servite da quattro obici napoletani a canna liscia da 1.400 kg della prima metà del XIX secolo.Castello di Monopoli

Il castello è sovrapposto ad una grande porta romana del I sec a.C. (che si affaccia sulla sala d’armi), munita di due corpi di guardia a due piani, sovrastati da due torri ottagonali (attualmente quasi interamente inglobate nelle masse del castello cinquecentesco). Le fortificazioni romane sono fondate sulle poderose mura messapiche del V sec a.C. che a loro volta, nella zona absidale della chiesa, si attestano sui resti di un antichissimo aggere preistorico.Castello di Monopoli

Questa complessa genesi del fortilizio è stata evidenziata dagli scavi archeologici effettuati dalla Soprintendenza Archeologica di Puglia (dottoressa Miranda Carrieri), dai restauri dell’ingegnere Francesco Selicato e dal restauro completato nel 2011 dall’architetto Domenico Capitanio. Molto interessante e ben documentato lo studio dell’architetto Angelo Papio.Castello di Monopoli

La leggenda di questo castello, situato sul promontorio Punta Penna, narra dello spettro di una dama che continua da secoli a suonare un tamburo per indicare la via del ritorno al marito disperso in mare. Castello di MonopoliAlcuni abitanti, soprattutto pescatori, affermano di udire il suono di un tamburo dal balconcino dell’edificio che si affaccia sul mare. Altri invece sostengono che il fantasma si aggiri sul Molo Margherita, posto frequentato di solito da coppiette in cerca di intimità: in questo caso la donna col tamburo si manifesterebbe per preservare la castità delle ragazze.Castello di Monopoli

 

 

Annunci