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Castello di MarchioneUbicato a circa 6 chilometri da Conversano, il Castello di Marchione nel Settecento viene utilizzato come casa di caccia e residenza estiva degli Acquaviva d’Aragona, conti di Conversano, la cui filiazione ininterrotta risale a Rinaldo Acquaviva, signore di Atri, vissuto intorno all’anno mille.

Castello di MarchioneSi tratta in realtà di un’elegante tenuta di caccia, fatta costruire dagli Acquaviva d’Aragona in un bosco, oggi scomparso, a 6 km da Conversano, presumibilmente attorno al 1730. L’edificio, alla cui realizzazione intervenne Vincenzo Ruffo o altri architetti di scuola vanvitelliana (mentre è dubbio il ruolo rivestito dallo stesso Vanvitelli), si ignora l’origine del nome Marchione, nome che individua sia il castello, sia la contrada.

Castello di Marchione

Con la conquista normanna della Puglia (secolo XI) Conversano acquistò una notevole importanza dal punto di vista strategico ed economico, divenendo contea sotto il dominio di casa Altavilla, dopo la divisione del ducato di Benevento.

 

Castello di MarchioneSuccessivamente, nell’età angioina, la contea passò ai Brienne, agli Enghien, ai Lussemburgo, ai Sanseverino e ai Barbiano. Agli inizi del secolo XV, nel tormentato quadro politico che portò alla crisi del dominio angioino e al consolidarsi del potere dei grandi feudatari del regno, la contea divenne feudo dei Caldora e degli Orsini Del Balzo.

Castello di Marchione

In seguito pervenne agli Acquaviva d’Aragona con il matrimonio (1456) di Giulio Antonio Acquaviva con Caterina, figlia di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto, e rimase sotto il loro dominio sino al 1806, anno del decreto di abolizione del feudalesimo nel Regno di Napoli. La contea di Conversano era uno dei sette potentati dell’Italia meridionale e comprendeva, oltre a Conversano, i territori di Bitetto, Bitonto, Casamassima, Gioia, Cassano, Noci, Turi, Castellana e Casal Castiglione.

Castello di Marchione

Nel secolo XIX, in cui si verificò un diffuso degrado del patrimonio artistico ed ambientale, anche Marchione visse il suo peggiore momento: il castello, insieme ai terreni, dato in affitto ad agricoltori disattenti ai beni e valori artistici, fu adibito a locale agricolo (lo si rileva da fotografie di inizio Novecento) ed il bosco fu dissodato.Castello di Marchione

L’aspetto attuale del Castello di Marchione è riferibile agli interventi che si svolsero nel XVIII secolo e che gli conferirono i caratteri stilistici del Barocco, con influenze classicistiche.

La struttura si presenta come una costruzione a pianta quadrata , con quattro torrioni cilindrici in pietra agli angoli ed è composta di un piano terra, un piano rialzato e un piano superiore.

Castello di Marchione

Il piano superiore, raggiungibile mediante un’imponente scala esterna a doppia rampa, presenta in facciata un loggiato coperto.

Trasformato in masseria a metà del XIX secolo, il castello di Marchione nel 1976 è stato riconosciuto come monumento nazionale.

Castello di Marchione

Gli interni, oggi recuperati allo splendore originario, ospitano il ritratto di Giangirolamo II eseguito da Paolo Finoglio.

 

Le loggette delle finestre, agli esterni delle facciate, comunicano con terrazzini circolari ricavati dalla copertura dei torrioni angolari.

Castello di MarchioneLo scalone di accesso al piano superiore con le rampe multiple, le ricche decorazioni delle finestre, le balaustre che ornano la scalinata ed i terrazzini, la facciata principale e quella posteriore, simmetriche e tripartite, con le artistiche trifore, rendono maestosa ed elegante la nobile costruzione, dal 1993 viene utilizzato anche per ricevimenti, meeting e congressi.

Castello di Marchione

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