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Castello di CarrùIl Castello di Carrù un tempo di proprietà dei Vescovi d’Asti, nel 1250 fu assoggettato a Mondovì e nel 1370 venne venduto a Pietro Bressano. Passo poi in mano ai Savoia nel XV secolo, e ad alcune famiglie nobili fino al XX secolo quando nel 1977 venne ceduto dalla famiglia Curreno alla Cassa Rurale ed Artigiana di Carrù, ora Banca Alpi Marittime.

Castello di Carrù

Durante la seconda guerra mondiale. le truppe tedesche presero il controllo del castello di Carrù (oggi sede della Banca Alpi Marittime) e durante il periodo della liberazione morirono diciassette partigiani Carruccesi nel tentativo di liberare il paese, tra i quali era presente Giuseppe Perotti (Medaglia d’oro al Valor Militare).

L’edificio ha l’aspetto di una dimora del tardo Rinascimento, risultato di restauri che subì in varie epoche, nel corso del XV e XVII secolo e ancora nel 1820 e nel 1864. L’interno ospita pregevoli quadri del ‘700, una bella camera barocca e volte lignee del XIV secolo.

Castello di Carrù

L’aspetto del castello è il risultato di svariati interventi condotti attraverso i secoli: vi si possono rintracciare parte della merlatura, aperture gotiche murate, feritoie, a testimonianza della funzione difensiva e strategica della costruzione in periodo medioevale conserva ancora un torrione e merlature ghibelline.

Successivi interventi riconducibili al 1600, ne modificarono l’assetto ed anche la destinazione d’uso, divenendo tranquilla abitazione di campagna per la villeggiatura dei conti Costa.

Castello di Carrù

Alcuni interventi di gusto neogotico, insieme alla sistemazione del giardino, condotti intorno alla metà del 1800, ne completarono la fisionomia, tuttora riscontrabile.

L’interno conserva grandi saloni, alcuni dei quali decorati con motivi floreali e allegorie mitologiche, riconducibili in parte alla seconda metà del 1600 ed in parte alla prima metà del 1800; l’arredamento e la ricca collezione di tele (tra queste interessanti opere di scuola piemontese e genovese) risalgono pressoché interamente alle sistemazioni sei-settecentesche dei Costa.

Castello di Carrù

Fra i vari ambienti merita particolare attenzione la “camera dell’alcova”, che conserva un arco in legno e stucco dipinto, singolare esempio di gusto decorativo e scenografico barocco. Gli ottimi progetti di riuso dell’edificio da parte della Banca Alpi Marittime hanno portato il castello ad una completa rivalutazione, nuovamente fulcro culturale e protagonista della storia in divenire della zona.

Castello di Carrù

Ogni castello ha le proprie leggende che si tramandano oralmente di generazione in generazione.
Il castello di Carrù ne ha una molto famosa: si tratta della “Storia della Dama Blu”.
Paola Cristina del Carretto era la moglie di Gerolamo Costa, padrone di Carrù ed entrambi si dilettavano con la caccia.
A quel tempo c’erano già dei mezzi abbastanza moderni, ma ciononostante i nobili preferivano utilizzare le frecce, quasi a riprodurre i modelli mitologici classici. Per l’appunto una freccia fu fatale a questa Dama, che durante una battuta di caccia, morì.

Castello di Carrù

Di lei è ricordato un quadro in cui indossa con delle vesti blu i panni della dea Diana cacciatrice : è per questo che è conosciuta come la Dama Blu.
Non si è mai saputo chi fosse stato ad ucciderla: si dice tuttavia che lei ogni ultimo venerdì del mese esca da questa tela, che si trova nel castello, per cercare i suoi assassini.

E’ possibile visitare il castello previo accordo con la sede della Banca Alpi Marittime.

Castello di Carrù

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