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Castel Sismondo

Il Castel Sismondo di Rimini prende il proprio nome dal suo ideatore e costruttore, Sigismondo Pandolfo Malatesta, a quell’epoca signore di Rimini e Fano. L’odierna struttura rimasta non rappresenta altro che il nucleo centrale del castello, che era originariamente difeso da un ulteriore giro di mura e da un fossato.

Castel Sismondo

Castel Sismondo fu costruito per volere di Sigismondo Pandolfo Malatesta a partire dal 1437, in un periodo di grande prosperità per la signoria malatestiana. Fu ideato come fortezza e palazzo al tempo stesso, di grandiose proporzioni, che dovesse rappresentare visivamente il potere e la supremazia del signore sulla città.

Castel Sismondo

La costruzione della rocca sfruttò in parte strutture preesistenti: un grande complesso fortificato costruito da Galeotto Roberto, fratello di Sigismondo e suo predecessore, case malatestiane duecentesche (forse torri residenziali) e un breve tratto delle mura urbane di età federiciana.

Castel Sismondo

Il complesso originario, sorto nella zona denominata Gattolo di Santa Colomba, nel rione Cittadella doveva probabilmente risultare angusto e inadeguato per la corte di Sigismondo. Era costituito da una serie di edifici raccolti intorno ad un torrione centrale, con l’ingresso sulla piazza della cattedrale difeso sulla sinistra da una seconda torre.

Castel Sismondo

Castel Sismondo era un complesso di grandiose dimensioni, simile ad una cittadella fortificata, e interamente circondato da un’enorme fossato asciutto, al centro del quale scorreva un rigagnolo denominato “fustigata”. Il fossato era predisposto per l’allagamento, che poteva avvenire solo sfruttando particolari sistemi idrici, essendo posto ad un livello superiore rispetto al fiume Marecchia.

Castel Sismondo

Il castello era interamente racchiuso da un’alta cinta esterna dall’andamento irregolare, entro la quale si aprivano due grandi spazi aperti: la corte a mare, rivolta verso la città, e la corte del soccorso, verso la campagna.

Castel Sismondo

Le due corti comunicavano attraverso una corte minore ricavata all’interno del nucleo centrale del castello, la rocca di mezzo, a sua volta diviso in due corpi di fabbrica principali: il mastio e l’ala di Isotta, collegati ad un livello intermedio tra il primo e il secondo piano attraverso un passaggio coperto. La rocca di mezzo e le due corti erano presidiate ognuna da una propria guarnigione e da un castellano; nel complesso risultano tuttavia scarsi gli alloggi per i soldati, che dovevano essere in numero molto limitato.Castel Sismondo

Roberto Valturio, nel suo trattato De re militari, magnificò il castello ricordandone le enormi dimensioni (350 passi), la grandiosità delle scarpe, paragonate a piramidi, il numero di finestre (160), torri (6, alte 80 piedi) e ponti (4), l’ampiezza del cammino di ronda, la complessità dell’articolazione e l’imponenza dei terrapieni. Lo storico ne celebrò la bellezza architettonica e la solidità di fortificazione militare, riconoscendo il castello non solo come fondamentale difesa per la città, ma come motivo di ammirazione per l’Italia intera.

Castel Sismondo

È nota attraverso i documenti storici l’esistenza di passaggi sotterranei percorribili a cavallo che comunicavano direttamente con l’esterno e di trabocchetti con pozzi a rasoio, utilizzati con efferatezza dal nipote di Sigismondo, Pandolfo IV, detto “Pandolfaccio”. Egli era solito condurre gli sventurati innanzi ad un’immagine della Vergine dipinta sul muro, in un punto in cui nel pavimento si apriva, al di sotto di una tavola di legno, una profonda fossa dalle pareti ricoperte di ferri acuminati.

Castel Sismondo

La rocca era caratterizzata all’esterno da una vivace policromia, creata con intonaci dai colori araldici malatestiani (verde, rosso e bianco), testimoniati da scritti del XV secolo, dalla rappresentazione di Piero della Francesca nell’affresco al Tempio Malatestiano e da tracce di velature rosse rinvenute tra i beccatelli sulla torre portaia. Le forme architettoniche, le soluzioni spaziali degli interni e le scelte decorative volute da Sigismondo per il castello appartengono ancora pienamente al gusto del gotico cortese internazionale.

Castel Sismondo

L’impianto generale di Castel Sismondo ha invece carattere di assoluta modernità per l’epoca e rappresenta la realizzazione di un’operazione concettuale che anticipa le teorizzazioni di Francesco di Giorgio Martini sulle nuove tecniche militari. Castel Sismondo è stato considerato il primo castello moderno per l’impianto vagamente stellare rafforzato da torri protese verso l’esterno.

Castel Sismondo

La grande conoscenza del Malatesta dell’arte militare del tempo e delle nuove artiglierie, permise la commissione di una struttura fortificata alla moderna, capace cioè di resistere alla forza distruttrice delle armi da fuoco. Le cortine infatti, sono molto più robuste del solito e gli stessi grandi torrioni quadrangolari accoglievano al loro interno un cannone in bronzo ciascuno.

Castel Sismondo

Come nel Tempio Malatestiano, anche nel castello convivono elementi architettonici e decorativi discordanti, testimoni della transizione avvenuta nella prima metà del XV secolo tra la tradizione medievale e la cultura nuova del Rinascimento.

Castel Sismondo

In anni recenti Castel Sismondo è stato oggetto di un generale restauro, diretto da Carla Tomasini Pietramellara, che ne ha permesso la fruizione da parte del pubblico, la conservazione e la comprensione delle fasi costruttive.

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L’accessibilità è stata garantita con l’introduzione di ascensori, passerelle e nuovi corpi scala di disegno contemporaneo all’interno del mastio e dell’ala di Isotta. Nel corso dei lavori sono emerse preesistenze di età romana e altomedievale, tra cui i resti delle mura tardo imperiali (il cui tracciato segue esattamente il fronte sud-occidentale del mastio), una porta e le fondazioni di una torre, che sono stati resi visibili e integrati nella nuova sistemazione dei percorsi e degli spazi espositivi.

Castel Sismondo

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