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Castello di Bonavalle

Il castello di Bonavalle si trova nel territorio del comune di Murello (CN), in località Bonavalle, in aperta campagna e compreso in un nucleo di cascine. Rappresenta un singolare esempio di insediamento fortificato agricolo chiamato anche castello di pianura.

XII secolo è il periodo nel quale si possono datare l’origine almeno del corpo centrale (torre-porta) e delle due torri.

Castello di Bonavalle

Mentre sono bene evidenti e documentate nel seguito le varie modificazioni intervenute, dall’esame delle murature non esistono prove che consentano di individuare una edificazione separata ed antecedente delle due torri rispetto all’edificio principale; dalla lettura delle facciate verso il cortile interno sembrerebbe al contrario che tutte le murature siano della stessa epoca (certamente medioevale), comprese quelle esterne (v. cornice in mattoni) e poi abbiano subito differenti modificazioni.

Castello di Bonavalle

Venne più volte ristrutturato ed ampliato, oggi si presenta come una struttura di epoca quattro-cinquecentesca, a pianta quadrilatera e munita di quattro torri cilindriche (di grandezza diversa) e di bertesche.

Castello di Bonavalle

Sulla facciata principale dell’edificio, intonacata, spicca un grosso orologio con decorazioni affrescate. Il castello faceva parte di un antico feudo di cui furono signori i Borghese, i Guaschi di Chieri, i conti Balbis ed i marchesi Turinetti di Priero. Lasciato in eredità all’inizio del ‘900 dal pittore Giuseppe Augusto Levis per due terzi del Comune di Racconigi e per un terzo del Comune di Chiomonte, è stato venduto all’asta ed è di proprietà privata, usato come allevamento suicolo.

Castello di Bonavalle

Nonostante lo stato di totale abbandono, conserva intatto il fascino dell’antico maniero. Varcato il portone del castello e superato un atrio si accede ad un cortile quadrato invaso dalla vegetazione e da detriti. Le tre ali del castello, benchè conservino ancora le pareti, sono completamente distrutte dal crollo dei tetti che hanno sfondato tutti i pavimenti.

Castello di Bonavalle

Il castello è costituito da un corpo a pianta quadrata, con due torri angolari sulla facciata principale sud, ove è posizionato il portale di accesso al cortile interno, e due torrette a nord; è dunque composto da quattro maniche coperte da un tetto in coppi, e la facciata principale presenta un corpo principale sopraelevato.

L’edificio risponde a quello che potremmo definire un archetipo distributivo del castello tardo medioevale (il simbolo del castello: un portale presidiato da due torri), nella variante con il corpo centrale sopraelevato, che non casualmente possiamo ritrovare nel vicino castello di Racconigi.

Castello di Bonavalle

All’interno delle ali si conservano ancora le vestigia delle stanze con traccia delle scale e dei camini. Una scala ripida e stretta conduce ad un piano seminterrato buio. Secondo una leggenda da qui partirebbe un cunicolo di cui però è sconosciuto l’ingresso.

Nel 1641 fu acquistato dal conte Giovanni Antonio Turinetti (famiglia residente a Torino e con affari e proprietà in Italia ed anche fuori d’Italia, dunque dotata di considerevoli risorse finanziarie) l’edificio subisce una importante ristrutturazione (almeno per le unità immobiliari acquistate) con la trasformazione in una residenza estiva nobiliare, circondata da un giardino muragliato.

Castello di Bonavalle

Contemporaneamente anche la parte agricola veniva rimodernata con lo sfruttamento intensivo dei terreni, come azienda agricola, in grado di remunerare i relativi investimenti; la consistenza è definita in quattrocentotrenta giornate.

La tenuta di Bonavalle fu poi venduta al pittore Augusto Levis (residente nella tenuta Cayre di Racconigi), il quale morì di polmonite poco dopo lasciandola in eredità ai comuni di Racconigi, per due terzi, e Chiomonte, suo luogo di origine, per un terzo, affinché fossero costruiti in Racconigi, fuori dall’abitato, un padiglione per la cura delle malattie tubercolotiche e destinato a portare il nome della moglie “Maria Teresa Levis Biancotti” ed una scuola di Arti e Mestieri, che avrebbe dovuto portare il nome di “Geometra Giuseppe Levis”.

Levis morì nel 1926 lasciando l’usufrutto vitalizio di tutti i suoi beni alla moglie Maria Teresa Biancotti attualmente ancora di proprietà privata.

Castello di Bonavalle

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