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Rocca di Polino

La Rocca di Polino sorge sulle rive del fiume Nera, nel comune più piccolo dell’Umbria, alle falde del monte Pentano fu edificato nel XII secolo dai Polini. Dell’originario sistema difensivo a doppia cinta muraria rimane la bellissima Rocca rinascimentale, essa è costituita da due torri cilindriche su una pianta poligonale.

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All’interno delle sue mura, nel Medioevo, sorgevano le case dei benestanti. La Rocca fu fatta edificare a scopo difensivo dalla famiglia dei Polini nel XII secolo. All’interno della Rocca, oggi proprietà del Comune di Polino, è allestito il Museo Laboratorio dell’Appennino Umbro.

Rocca di Polino

Nel 1416 la Rocca fu acquistata da Nicolò VIII, Bartolomeo IV e Corrado XV Trinci (che nel frattempo erano diventati signori di Foligno) che vi misero a difesa un castellano con tre soldati. Nel 1417 ne erano signori Tommaso e Gianpaolo di Chiodo con le rispettive famiglie. Dopo la morte di Nicolò VIII e Bartolomeo IV (1421, Nocera Umbra), la Rocca fu assegnata al fratello Corrado XV Trinci.

Rocca di Polino

Ritornato ai Polini, nel 1527 una rivolta popolare uccise il nobile Andrea dè Domo, accusato di violenza contro una fanciulla. Per evitare un inutile spargimento di sangue, Polino tornò sotto Spoleto. Nel 1528 si insediarono nel castello le milizie di Sciarra II Colonna, alleate dei Lanzichenecchi, che imperversavano su tutto il territorio umbro.

Rocca di Polino

Nel ‘500 iniziò il governo della famiglia Castelli di Terni, che grazie all’eccellente posizione lo utilizzava come roccaforte. Nelle vicinanze della Rocca si trova ancora una pubblica fonte  costruita nel 1615 dal marchese Giambattista I Castelli, conte di Polino, Collestatte e Torre Orsina. E’ a facciata tripartita e alla sua base si trovano tre vasche di raccolta sormontate da teste leonine, dalle cui cannelle sgorga l’acqua delle sorgenti montane.

Rocca di Pollino

Gianbattista II Castelli, patrizio di Terni, signore di Polino e marchese del Sacro Romano Impero, fece sposare la figlia Maria Clelia con il marchese Alessandro Baldassini, signore di Pesaro, Gubbio e Senigallia. Dall’unione nacque Francesco Maria Baldassini Castelli che però non lasciò eredi diretti.

Rocca di Pollino

Verso la fine del ‘700 vi si stabilì la famiglia Albergotti di Arezzo. Iniziò allora (1762) nelle montagne sovrastanti l’attività di una miniera di ferro e argento che servì per coniare, nella zecca locale, i primi scudi di Clemente XIII, ma la miniera restò attiva solo per pochi anni, a causa delle troppe impurità dell’argento.

Rocca di Polino

Con la Repubblica Francese Polino unito al cantone di Terni. Con la restaurazione e fino al 1860 fu castello baronale, governato dal marchese Filippo Stefanoni Simonetti e successivamente dal marchese Antonio Albergotti.

Rocca di Polino

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