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Castello Pinchia a Banchette

Il castello Pinchia esisteva già nel XIV secolo, come casaforte si trova sul confine occidentale del territorio di Ivrea, confinante ad est con le acque del fiume Dora Baltea. La sua storia, come quella del paese di Banchette, è sempre stata strettamente connessa a quella della città eporediese, di cui seguì le sorti in tutto il medioevo.

Castello Pinchia a Banchette

La residenza castellata fu costruita su di un isolotto morenico per controllare la via che da Fiorano portava ad Ivrea, passando sotto il Monte Liggiero. L’edificio risale al periodo anteriore al XII secolo, ma il sito pare fosse già stazione fortificata dei Romani.

Castello Pinchia a Banchette

Successivamente ampliato con l’aggiunta di una torre con la finalità di aumentare le funzioni di difesa, fu comunque, in periodi diversi, danneggiata dal passaggio di bande di ventura e di soldatesche spagnole e francesi fino a ridursi, Infeudato il 2 giugno 1619, con annessi Salerano e Samone a favore di De Damas, a metà dell’800 ad alcune mura merlate, passa durante il regno dei Savoia alla famiglia Pinchia, risale proprio a questo periodo il restauro operato sui ruderi preesistenti,che ne aveva ottenuto titolo comitale per concessione di Vittorio Amedeo II nel 1722.

Castello Pinchia a Banchette

L’ultimo e più noto esponente della famiglia fu Emilio Pinchia, uomo politico, scrittore e poeta di chiara fama, che per i suoi meriti si vide concesso dal re nel 1904 il titolo di Conte di Banchette.

Sul finire del XIX secolo, il Conte volle realizzare una residenza articolata in diversi ambienti adatta sia per le funzioni di rappresentanza che per l’abitazione di più gruppi familiari, affidando i lavori che porteranno il castello alla conformazione attuale ad Ottavio Germano, collaboratore del famoso Alfredo D’Andrade.

Castello Pinchia a Banchette

Ora il castello è di proprietà privata utilizzato come location concesso in esclusiva per matrimoni, feste private, cerimonie, eventi e meeting e con la possibilità di celebrare matrimonio civile valido legalmente all’interno del castello.

Castello Pinchia a Banchette

La leggenda vuole che verso la metà del XV secolo abitava nel castello di Banchette assieme ai genitori una bella fanciulla, Alexina, promessa sposa ad un giovane ricco, ma con il difetto di essere impetuoso e questo, assieme ad una assurda gelosia, portò ad un truce fatto. Un giorno capitò al maniero un cavaliere che portò i saluti di alcuni parenti; il giovane aveva viaggiato molto, era stato persino nel Libano, a Cipro, in Grecia e con i suoi racconti distraeva la famiglia che non conosceva altro angolo di mondo che il canavese.

Castello Pinchia a Banchette

Il fidanzato cominciò ad essere tormentato da un dubbio; dal giorno che il cavaliere era ospite nel castelletto, gli era sembrato di notare un cambiamento nel contegno di Alexina, una certa freddezza nei suoi riguardi. Solo la gelosia gli faceva apparire le cose sotto un altro aspetto, poiché se la ragazza si dimostra cortese con il cavaliere, il suo cuore era sempre per il promesso sposo. Questi che sentiva crescere un profondo odio verso colui che considerava un rivale, pensò di ucciderlo e dopo aver salutata la fidanzata ed i suoi genitori, una sera finse di allontanarsi, ma al contrario si nascose in un ripostiglio.

Castello Pinchia a Banchette

Per essere sicuro di poter attuare il suo delittuoso piano lasciò trascorrere un po’ di tempo perché tutti si addormentassero; poi silenzioso si introdusse nella camera in cui dormiva tranquillo il cavaliere e freddamente gli immerse il pugnale nel cuore. Il delitto venne scoperto il mattino seguente che portò un inevitabile scompiglio nella tranquillità della famiglia; l’assassino aveva firmato la sua condanna lasciando il proprio pugnale conficcato nel petto della vittima. Alexina fortemente turbata, comprendendo di essere la causa involontaria del dramma, preferì ritirarsi dalle scene di questo mondo rifugiandosi nella pace di un convento.

Castello Pinchia a Banchette

L’anima in pena dell’assassinato non ha lasciato il maniero, poiché molti, anche nel passato, si sono imbattuti in una figura che girava per i vari locali senza importunare nessuno. Nel nuovo edificio il fantasma pare frequenti con particolare preferenza la biblioteca, poiché persone intente a consultare dei documenti, hanno notato ben distinta una persona giovane, alta, slanciata, indossante una sorta di pesante e lunga camicia da notte, all’altezza del petto spicca una larga rossa macchia di sangue.

Castello Pinchia a Banchette

Nessuno dei molti che hanno visto il fantasma, ha pensato si trattasse di uno spettro, poiché non sparisce attraverso i muri, ma passa dopo avere aperte le porte, sale o scende le scale, gira da una camera all’altra. Di notte alla fioca luce proveniente dall’esterno è stato casualmente osservato seduto in un angolo in una posa di abbandono. La predilezione per la biblioteca potrebbe far supporre che lì si trovasse la camera in cui lo sventurato giovane venne ucciso.

Castello Pinchia a Banchette

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