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Castello Manservisi

Il Castello Manservisi nel corso del nel XVI secolo dai Conti Nanni-Levera. Nel XIX secolo fu ceduto alla Famiglia Manservisi che ne modificò la struttura originale caratterizzata da linee sobrie per trasformarla in una fiabesca dimora. Vennero effettuati interventi di ispirazione neo-gotico con citazione che ci rimandano all’architettura toscana, si trova nell’Appennino Emiliano toscano, tra Bologna e Pistoia, a Castelluccio di Porretta Terme.

Castello Manservisi

Il castello è formato da un complesso di edifici, collocati in un grande parco con alberi secolari e che si estende fino al Museo Laborantes, il più grande Museo etnografico della montagna bolognese.

Castello Manservisi

L’edificio fu infatti coronato da una merlatura a coda di rondine, furono tamponate antiche finestre architettavate per aprirne altre monofore e di bifore. Fu inoltre modificata la volumetria generale dell’edificio, addossando alla facciata ovest la torre di pianta circolare, coronata da beccatelli e da una merlatura ghibellina.

Castello Manservisi

Gli esterni dell’edificio possono essere considerati un compendio dell’artigianato della pietra scolpita a mano, che operò sull’Appennino sul finire del XIX secolo e gli inizi del secolo successivo, ma anche dell’opera di artigiani del ferro battuto a mano, che confezionarono grate, lampioni, mensole, anelli per legare i cavalli.

Castello Manservisi

Pregevoli esempi di artigianato locale non mancano anche all’interno cassettoni di legno, pareti con rivestimenti lignei, rosoni di ceramica invetriata, stucchi.

Il castello fu donato da Alessandro Manservisi ad un ente che per decenni lo utilizzò come colonia per bambini e bambine che provenivano da varie parti d’Italia, poi l’edificio fu adibito a ristorante.

Castello Manservisi

Dal 2010 le strutture del Castello sono gestite dalla Associazione no profit Castello Manservisi che, dopo una fase di abbandono, ne ha curato e cura la manutenzione e il ripristino.

Castello Manservisi

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