Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Castel Ivano

Il castello di Ivano (dal nome della famiglia d’Ivano) è un imponente struttura edificata nel VI secolo d.C. eretta sul promontorio del monte Lefre in Bassa Valsugana, il Castel Ivano è un affascinante monumento dalla storia e un prestigioso centro culturale, il maestoso complesso medievale domina il paese di Ivano Fracena e la Valsugana Orientale ed è circondato da un ampio parco e un’oasi faunistica.

Il nucleo originario longobardo risale al 590 d.C., anche se il primo documento che ne parla è del 1187, non si conosce l’esatta origine del castello, ma ci sono varie ipotesi a riguardo.

Castel Ivano

La prima sostiene che fu costruito come luogo di rifugio per la popolazione dei villaggi della Valsugana orientale. Un’altra ritiene che, dopo il 1187, sia stato adottato come monastero di padri Templari e monaci Benedettini. Il 13 giugno dello stesso anno, infatti, Jacopino de Yvano fu nominato Testimone. Ci furono molti passaggi di proprietà prima di arrivare all’attuale famiglia possidente. Dal 1228 al 1259 passa dai Vescovi-conti di Feltre a Ezzelino III da Romano, per poi ritornare ad essi.

Castel Ivano

Nel 1311 alla famiglia di Ivano si è aggiunta la famiglia dei Castelnuovo-Caldonazzo, anche se il documento Gorfer cita l’investitura di Giordano di Vigolo il nel gennaio 1302. Nel 1314, il castello passa sotto la giurisdizione di Strigno, Ivano, Fracena, Villa, Agnedo, Ospedaletto, Scurelle, Spera, Samone e Bieno ai quali si aggiungono, nel 1333, Grigno e, nel 1356, i paesi del Tesino. Cangrande della Scala ordina a Biagio I di Castelnuovo di far dipingere l’emblema nobiliare degli Scaligeri, coperto poi da quello dei Carrara nel 1365.

Castel Ivano

Nel 1365, all’interno del castello, si era rifugiato il conte Biagio delle Castellare, odiato e feroce signorotto locale. Il potente Francesco da Carrara riuscì ad intercedere per la liberazione del conte e la popolazione del Tesino e della Valsugana, che chiedeva la sua testa per le sofferenze patite, dovette accontentarsi di vedere bruciare solo un fantoccio con le sembianze di Biagio.
Da allora il rogo simbolico viene messo in scena ogni anno nel primo giorno di quaresima ed ogni cinque anni, a Carnevale, si svolge una rievocazione in costumi trecenteschi tra le vie di Castello Tesino e del vicino paese di Pieve Tesino, in ricordo delle vicende storiche.

Castel Ivano

Nel 1373 la proprietà era dei Conti di Tirolo e in seguito torna alla famiglia Castelnuovo-Caldonazzo. Per un breve periodo appartenne ai Visconti e alla Repubblica Veneta per poi tornare ai Conti del Tirolo (Duca Federico IV, detto “Tascavuota”) nel 1412; l’anno successivo il castello cadde in mano al Vescovo di Feltre, Enrico de Scarampis. Nel 1452 Giacomo Trapp fece restaurare il maniero, ampliò e migliorò le unità abitative e di servizio. Dal 1487 al 1491 Ivano, Telvana e il Castellato furono sotto il dominio della Casa d’Austria. Nel 1496 Massimiliano I concesse il castello a Michele Wolkenstein-Rodeneck.

Castel Ivano

Nel 1525, durante la guerra Rustica, i contadini assediarono il castello e uccisero Giorgio Pucler. Dopo il 1632 vi furono molti passaggi di proprietà del castello Ivano e Telvana; l’Arciduchessa Claudia de’ Medici lo affidò a Giorgio Battista Alberti, in seguito a Marco Sigismondo Welsperg e infine a Giovanni Conte di Haldringer. Il 6 aprile 1678 Leopoldo I lo concesse a Gaudenzio Fortunato di Wolkenstein-Trootburg. Nel 1750 l’imperatrice Maria Teresa acquisisce la proprietà del castello. Nel 1829 il maniero ritorna sotto la giurisdizione del comune di Strigno. Negli anni dal 1915 al 1918 durante la prima Guerra Mondiale, il castello fu soggetto a molti e pesanti bombardamenti, che crearono ingenti danni alla struttura. Nel primo dopoguerra venne venduto a Franz Staudacher, che effettuò una ristrutturazione completa del complesso. Durante la seconda Guerra Mondiale, i bombardamenti furono di minor entità rispetto al passato e colpirono principalmente i tetti. Dal 1982 il castello è Centro Internazionale di Cultura, di proprietà della famiglia Staudacher.

Castel Ivano

La parte più antica del castello è stata eretta tra l’XI e il XII secolo d.C.; essa comprende il mastio, l’ingresso e il cortile circostante. Il mastio, caratteristica fondamentale dei castelli medievali, è la torre principale del maniero, dove, in caso di attacco, si rifugiava la popolazione. Esso ha una pianta rettangolare e le sue mura sono spesse.

Inizialmente, quest’ultime erano più basse e vennero innalzate alla misura attuale durante il XVI secolo. Il mastio è privo di cuspide e presenta una merlatura sommitale che funge da decorazione. Il tetto è a spiovente e coperto da due grosse lastre di pietra monolitiche. Vi sono tre finestre: le due esterne sono di tipo romanico, mentre quella nel mezzo di forma ogivale con lo stemma dei da Carrara.

Castel Ivano

L’ingresso è costituito da una porta fortificata aperta su un antemurale orientale e difesa da un rivellino merlato e da delle saracinesche. Sopra la porta ogivale si può notare una cornice mistilinea con insegne dei Trapp e della Casa d’Austria. Arrivando nel cortile, che sorge nel punto centrale del castello, sulla sinistra si vede un casamento a più piani con finestre ad arco a tutto sesto e un tetto ad unico spiovente, mentre sulla destra vi sono le costruzioni delle antiche stalle e fienili (ora sedi di manifestazioni culturali e mondane). L’antica cinta muraria ha la base sostenuta da molti bastioni semicircolari. A metà del ‘700 ne venne edificata un’altra parte sul lato nord con un portale rustico in pietra; a fianco di esso si apre una leggiadra costruzione con arcate e loggiati sovrapposti. Tra le arcate al piano terra sono presenti due bassorilievi di porfido con grifoni sostenenti gli scudi con stemma Wolkenstein (1631). Sulla facciata del palazzo sporgono degli erker, delle trasformazioni delle caditoie per la difesa del mastio.

Castel Ivano

Il Castello racconta storie di cavalieri e battaglie, tra cui spiccano le vicende del conte Biagio delle Castellare del 1365: da allora ogni quattro anni a Carnevale si svolge una festa mascherata in ricordo delle vicende storiche.
Vanta un raro esempio in provincia il cammino di ronda perfettamente conservato e presenta un gioco architettonico che racchiude lo stile medievale delle mura, quello rinascimentale della residenza e la loggia benedettina. Dalla torre di guardia, su cui sono ancora ben visibili gli stemmi nobiliari, si arriva al fossato e ad un gran portone, quindi al cortile esterno con una fontana e un’acacia storica del Cinquecento.

Castel Ivano

Seguono la grande sala del vecchio fienile e la cappella seicentesca. Proseguendo, si accede al cortile interno, dove sorgono due edifici collegati da loggiati.
Per informazioni o prenotazioni delle visite guidate contattare direttamente la struttura.

Attualmente il castello è adibito ad abitazione privata, proprietà della famiglia Staudacher, ed è quindi visitabile fissando un appuntamento contattando la segreteria.

Dall’estate 2013 è possibile prenotarsi per le visite anche nei weekend (giugno – settembre) ed ospita eventi quali degustazioni biologiche e cene a tema medievale.

 

Annunci