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Castello Normanno di Cefalà

Il castello Normanno di Cefalà, del XIII-XIV sec., resta solo una robusta torre merlata quadrangolare e ruderi delle mura di cinta a dominare l’ampio panorama che fa da sfondo alla Rocca Busambra. E’ situato a ridosso del caseggiato che si stende su una pendenza in vista della lussureggiante vallata dell’ Eleuterio.

Castello Normanno di CefalàIl castrum nel XIII sec. sostituì il vecchio castellum normanno di cui giunse notizia attraverso un documento del 1121 in cui, tra i confini di un podere nel territorio di Vicari, compare «…viam castelli cognomento Cephalas». Un altro documento del 1460 lo nomina Chifala lu vechu, cioè l’antica Cefalà. Di questo antico edificio castrale il novum castellum ha ereditato le funzioni strategiche e militari.
La cittadina, frequentata in periodo bizantino, dopo la conquista normanna entrò a far parte della diocesi di Agrigento.

Castello Normanno di Cefalà

Divenne feudo alla fine del XII secolo, con popolazione in gran parte musulmana (come si evince da un documento risalente al 1242 redatto, oltre che in latino, anche in arabo).
Nel XIII secolo si abbatté su Cefalà una violentissima crisi demografica legata a drammatiche vicende politico-militari, nel 1329 il castello entrò a far parte del sistema difensivo dei Chiaramonte.
Vent’anni dopo, il castello venne attaccato dai palermitani come reazione contro le razzie di un gruppo di catalani che lì aveva trovato rifugio, e venne in seguito utilizzato come magazzino seguita nel 1348 da una terribile epidemia.

Castello Normanno di Cefalà

Il vasto territorio, rimasto privo di uomini e abitanti, venne sfruttato dai palermitani che con contratti di enfiteusi lo adibivano a pascolo o a coltura estensiva di cereali.
Di questo paesaggio grandioso e solitario il castello, costituiva un baluardo difensivo sull’asse di collegamento rappresentato dalla strada Palermo-Agrigento. Il maniero, infatti, intorno al 1329 divenne, assieme al castello d’ Icla sul monte Ciarastella e la rocca di Sant’Angelo, parte della triade di fortezze che la famiglia Chiaramonte realizzò per controllare i suoi possedimenti, guadagnandosi presto la fama di “rocca imprendibile”.
Castello Normanno di CefalàDopo i Chiaramonte la fortezza appartenne agli Abbate perdendo a poco a poco il suo ruolo militare.e così, di mano in mano, agli Ulezinellis, ai del Bosco, ai de Apilia, ai de Falgar.
Nel castello trovò rifugio un gruppo di predoni catalani che taglieggiava e depredava la città di Palermo dei viveri, contro cui Universitas nel 1349 sferrò un attacco militare.

Castello Normanno di Cefalà Venuta meno l’aristocrazia militare, in seguito alla restaurazione del potere monarchico, il castello divenne nei secoli successivi deposito di granaglie, prigione rurale e occasionalmente dimora temporanea dei nuovi baroni che si trovavano a passare di lì e trascorrervi un ristrettissimo periodo di tempo.

Nel 1406 la baronia venne concessa agli Abbatellis, mercanti toscani, cui venne confiscata nel 1503 dopo la ribellione degli ultimi membri della famiglia.

Castello Normanno di Cefalà
Confiscata in seguito alla ribellione degli ultimi Abbatellis, Cefalà venne donata al Gran Cancelliere di Carlo V, Mercurino Gattinara; e nel 1525 venduta al barone di Capaci Francesco Bologna.
Prima di giungere a Nicolò Diana la baronia appartenne all’Opera Pia delle Anime del Purgatorio. I Diana otterranno il titolo di Duchi di Cefalà nel 1684 e fondarono il villaggio di Cefalà Diana intorno alla metà del XVIII secolo.

Castello Normanno di Cefalà

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