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Castello di Susans

Per avere le prime testimonianze scritte di Susans bisogna giungere al 1036 allorchè il Patriarca Poppone donò alle monache di Santa Maria di Aquileia un terreno posto in villa de Suzen (o Susan, Suzan, a seconda delle varianti).

Del castello di Sussans, dato per già esistente o funzionante, si parlerà esplicitamente alle soglie del XIV secolo, in relazione agli interessi della famiglia feudataria di Pers (denominata precedentemente di Varmo), la quale vi aveva stabilito la residenza di uno dei suoi rami. La presenza dei signori di Varmo a Susans è strettamente collegata al dominio esercitato dalla nobile famiglia su San Daniele e il suo territorio, su investitura dei Patriarchi di Aquileia.

Castello di Susans

Nel 1199, nell’atto di fondazione dell’Ospedale di San Tomaso, Artuico di Varmo donò ai Cavalieri di San Giovanni anche i beni che lui ed i predecessori avevano in Susans, riservandosi l’uso di un manso e l’avvocazia sulla zona. Con testamento dei 16 marzo 1291 Asquino di Varmo lasciava eredi dei Castelli di Pers e di Susans i figli Federico e Walterpertoldo.

Nella guerra fra il Patriarca Ottobono dei Razzi e i Signori da Camino, alleati dei Conti di Gorizia, Federico di Pers, che si era schierato a fianco del Patriarca aquileiese, si vide attaccare e distruggere il Castello di Pers: lui stesso venne gravemente ferito e riparò in Susans che fu tenacemente difeso ma alla fine dovette capitolare. Federico di Pers riottenne Susans nel 1314 ma a patto di non compiere atti ostili contro i Conti di Gorizia: in pratica avrebbe dovuto rompere la fedeltà ai Patriarchi, cosa che Federico non poteva fare.

Castello di Susans

L’anno seguente infatti partecipò ad una alleanza di varie forze filopatriarcali contro Enrico di Gorizia, ma questi, venuto a conoscenza dei movimenti ai suoi danni, passò all’azione: mosse all’attacco di Susans e il Castello venne preso, saccheggiato e gravemente danneggiato e i tre figli di Federico finirono prigionieri. In seguito il maniero fu ripristinato e destinato a Federico di Savorgnano. Il castello però, a seguito del disinteresse dei successori di Federico di Pers, era stato parzialmente acquisito dai signori di Colloredo con una serie di atti che si protrarrà fino al 1347. Da notare che l’acquisizione di Susans era avvenuta poco dopo che i nobili di Colloredo avevano fondato l’omonimo castello. In questo modo, la famiglia suddetta, con Susans, Mels e Colloredo, i rispettivi castelli, villaggi e diritti, veniva creandosi uno spazio di potere sulla strada per la Germania e sul Fiume Ledra, ricco di mulini, proprio nel punto in cui era facile controllare gli stessi guadi dei Tagliamento.

Castello di Susans

Il castello si ritrovò ben presto nel vortice delle guerre feudali che insanguinavano il Friuli e nell’aprile 1350 fu preso e distrutto. E’ probabile che i nobili di Colloredo abbiano provveduto a ripristinare il luogo, poichè tra la fine dei 1300 e il 1415 Susans figura tra le voci dei Parlamento della Patria del Friuli con propria giurisdizione. Castello di Susans

Nuovi eventi bellici e fatti d’arme decretarono però la fine delle fortificazioni medioevali. Nel 1511 durante la rivolta contadina anche Susans fu dato alle fiamme.

La distruzione, però, non fu totale e danni ingenti non provocò neanche il successivo terremoto dei 26 marzo, tanto è vero che due anni dopo (nel 1513) il vecchio maniero potè resistere strenuamente, al comando di Camillo di Colloredo (che nell’occasione si ebbe le lodi di Venezia) all’assedio e agli assalti delle truppe imperiali di Massimiliano d’Asburgo. Tuttavia le lunghe lotte sopportate e le diverse vicissitudini storiche che lo ebbero come protagonista, alla fine, lo resero inabitabile da parte dei nobili di Colloredo, i quali gli preferirono la propria residenza, per cui la giurisdizione non veniva più esercitata nella residenza fortificata del Colle di Susans ma in quella di Colloredo.

Castello di Susans

Il nuovo edificio che verrà costruito nel diciassettesimo secolo, segnerà una svolta decisiva in quanto si differenzierà in maniera totale dal ruolo bellico giocato fino al 1500, diventando residenza prevalentemente estiva. Infatti il progetto fu elaborato a Firenze, presumibilmente da Fabrizio II di Colloredo ambasciatore, maggiordomo e consigliere di Ferdinando, figlio di Cosimo II. Tuttavia il protagonista della costruzione fu il nipote Fabio, delegato dallo zio marchese. Il giovane Colloredo segui anche i consigli degli zii materni Sergio e Antonio Pola, nobili di Treviso, esperti nell’edificazione e nella tenuta di palazzi urbani e ville di campagna. Nei primi mesi del 1640 l’opera era terminata.

Castello di Susans

Lo schema costruttivo dei castello di Susans ripete alcuni modelli propri dell’architettura militare del tardo medioevo, ma soprattutto dell’architettura civile rinascimentale e seicentesca.. Secondo Miotti la pianta grossomodo quadrata, con le quattro torri angolari sporgenti, richiama il castello svevo di Trani, il castello estense di Ferrara e le rocche di Riolo Terme e lmola in Romagna.

Castello di Susans

Il sisma dei 1976 causò notevoli danni al complesso che comunque venne salvato da irreparabili crolli solo per la sua forma e lo spessore della struttura muraria. La pianta, rafforzata agli angoli dalle quattro torri, si dimostrò una figura antisismica di particolare efficacia. Restaurato e riportato al suo antico splendore, ospita oggi al suo interno un ristorante che dispone di sale di varie dimensioni, arredate con mobili, quadri e stampe antiche, tali da renderlo adatto per incontri di particolare prestigio.

Castello di Susans

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