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Castello di Malpaga

Il castello di Malpaga venne costruito verso la metà del Trecento per opera di un ghibellino, sicuramente prima della scoperta della polvere da sparo, si trova nel territorio di Cavernago, piccolo comune alle porte di Bergamo.

Castello di Malpaga

Ha un aspetto imponente e minaccioso, una volta centro del Principato di fatto che Bartolomeo Colleoni, capitano generale di Venezia, si era costruito, è passato alla storia come uno dei capitani di ventura più intraprendenti del sec. XV, egli impersona il tipo classico del condottiero quattrocentesco spavaldo, audace, dominato dall’ansia di raggiungere la celebrità.

Castello di Malpaga

Bartolomeo Colleoni acquistò nel 1456 per 100 ducati d’oro, dal Comune di Bergamo, il castello diroccato di Malpaga con l’intenzione di farne la propria residenza ed il centro del suo dominio, e si adoperò per renderlo difendibile con vari interventi, tra i quali lo scavo di un ulteriore fossato e l’innalzamento delle mura.

Castello di Malpaga

Ristrutturò e trasformò il castello rendendolo una inespugnabile fortezza, campo di alloggiamento per i suoi soldati e magnifica residenza: corte principesca, testimonianza di un successo socio-militare, oltre che centro politico nello scenario spesso confuso della geopolitica italiana dell’epoca, e allo tempo stesso buen ritiro per gli anni del tramonto. Come tutti i principi rinascimentali il Colleoni voleva affermare e manifestare il prestigio raggiunto ed il potere conquistato attraverso opere visibili che dessero memoria della grandezza raggiunta, attraverso un mecenatismo che ne certificasse la sensibilità alla cultura, al bello, all’arte.

Castello di Malpaga

Il Colleoni ebbe solo discendenze femminili 8 figlie: Ursina, Isotta, Caterina, Medea, Dorotina, Riccadonna, Cassandra, Polissena.
Dopo la morte di Bartolomeo Colleoni,  castello di Malpaga passò ai suoi nipoti Estore, Giulio e Alessandro Martinengo-Colleoni, figli di Gerardo Martinengo e di Ursina Colleoni.
Malpaga rimase in possesso dei Martinengo-Colleoni fino al 1880. In quell’anno fu acquistato dai Conti Roncalli. Nel 1924 passò in proprietà alla famiglia Crespi.

Castello di Malpaga

Attualmente Malpaga, di cui ignoto resta l’architetto, sicuramente di capacità e fama notevoli a giudicare dall’eleganza della costruzione, non differisce molto dal primitivo aspetto, se si eccettuano gli imponenti lavori di restauro che hanno consentito il recupero di molte sue opere di grande valore storico- artistico.

Castello di Malpaga

Al complesso fortificatorio, di forma quadrata, tutto realizzato in ciottoli alternati con masselli di cotto, con le sue torri merlati, circondato da fossati invasi in primavera di erbe verdissime, in inverno di sterpaglie, si accede tramite un ponte levatoio ligneo appoggiato a un battiponte in muratura, con un cortile di armoniosa struttura, portici ad arco e robuste colonne culminanti in capitelli su cui sono riprodotti gli stemmi del Colleoni. I muri, robusti e massicci secondo la caratteristica dell’epoca, sono magnificamente affrescati con scene di battaglia, di feste, dame, cavalieri e soggetti sacri.

Castello di Malpaga

Per la sua bellezza il castello di Malpaga venne spesso usato anche come residenza, e vide anni di splendore quando ospitò il re di Danimarca Cristiano I.

Castello di Malpaga

Gli interni iniziarono a riempirsi di affreschi del Romanino. Questo sontuoso castello, con la tipica loggia di Medea e la cornice di merli ghibellini, è infatti bellissimo non solo esternamente ma anche internamente: camini in pietra, soffitti a cassettoni, saloni eleganti e prestigiosi affreschi lo rendono unico ed adatto ad eventi speciali.

Castello di Malpaga

Visitare il castello di Malpaga è proprio come salire su una macchina del tempo e fare un bel salto indietro nel passato e, se la fantasia ci sostiene , può quasi sembrare di vedere contadini con le schiene curve tra i campi, uomini in pesanti armature pronti a recarsi in guerra, castellane in trepida attesa del ritorno dei loro uomini, soldati al galoppo tra i campi su destrieri riccamente bardati, paggi e cavalieri e, tra corni di caccia e squilli di tromba, per un’imminente caccia al falcone o per un torneo, sovrastante gli altri partecipanti, più alto e più fiero di tutti, il valoroso capitano di ventura che onorò Bergamo tanti secoli fa.

Oggi, è una delle più importanti proprietà terriere ed appartiene alla Malpaga SpA.

Castello di Malpaga

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