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Castello dell'emiro Misilmeri

Il Castello dell’Emiro Misilmeri di epoca arabo-normanna è costituitio da una torre poligonale, alcune volte a crociera sostenute da colonne angolari e tratti di cortine murarie, il tutto arroccato su di una rupe.

Castello dell'emiro Misilmeri

L’emiro Giafar II, che governò la Sicilia dal 996 al 1018, giunto a Misilmeri, fece costruire un grande castello dove dall’alto delle torri si ammirava uno splendido panorama: dalla vallata del fiume Eleuterio sino al mar Tirreno. In seguito, alle pendici del castello si formò un villaggio; da qui il nome Misilmeri che deriva dall’arabo Menzel-el-Emir e che significa appunto villaggio dell’Emiro.

Castello dell'emiro Misilmeri

Nel 1068 Misilmeri fu teatro di una battaglia tra i Normanni di Ruggero d’Altavilla e gli Arabi, con la vittoria dei Normanni. La prima chiesa cristiana fu costruita prima del 1123 ed intitolata a Santa Apollonia, come citato in una bolla di Papa Callisto II. La Misilmeri attuale venne fondata nel 1540 dal barone Francesco Del Bosco, il quale trasformò il paese in un cantiere edile; nel 1553 fece costruire la nuova parrocchia di San Giovanni Battista, la Madrice, nel 1575 aprì la strada di accesso al castello, la Strada Grande.

Castello dell'emiro Misilmeri

Del castello si hanno poche notizie certe:la sua antica struttura rientrava nel piano di controllo territoriale arabo ed era costituita da una torre successivamente attorniata da mura; nei pressi del castello nel 1068 si combatté un’ardua battaglia tra Arabi e Normanni per la conquista del luogo, vinta poi dai francesi.

Castello dell'emiro Misilmeri

Il Castello fu donato dal già citato Ruggero Altavilla all’ammiraglio Giorgio d’Antiochia che a sua volta lo donò alla diocesi di Palermo per poi finire in mano della famiglia dei Chiaramonte a partire dal 1340, famiglia che apportò alcune modifiche al castello, a partire da un’ulteriore cortina di mura concentriche e la cappella dedicata a Sant’Antonio, oggi poco visibile. Occorre arrivare nel 1800 quando si ebbe l’abolizione del baronaggio, e la conseguente mancanza di nuovi proprietari per questo sito che vide così un lento ma inesorabile declino ad opera degli stessi abitanti del luogo, ignari della sua importanza storica e turistica.

Castello dell'emiro Misilmeri

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