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Castello OdelscalchiIl castello di Palo è una fortificazione di epoca medievale situata a Palo, comune di Ladispoli (RM), oggi di proprietà della famiglia Odescalchi.

Le prime notizie di un insediamento fortificato si hanno nel 1132 quando truppe genovesi occuparono una cittadina vicina. Ma nel 1254 che viene per la prima volta citato “Castellum” e un “Castrum” Pali e al 1330 quando Palo appare di proprietà del Monastero di San Saba e poi affidato agli Orsini, rispettivamente, come proprietà dei Normanni e dei Monaci di S. Saba.

Castello Odelscalchi

Costruito molto probabilmente sotto il Pontificato di Pio I i Piccolomini, nominato Papa il 19 Agosto 1458, il Castello, in seguito alle lotte baronali del XV sec. che videro implicata la casata Orsini, fu diroccato ed è “dirutum” quando, nel 1509, Prospero D’ acquasparta lo vendette in nome di Giulio Orsini a Donna Felice Orsini della Rovere, con la sua tenuta, per la somma di 9. 000 ducati.

Notevoli restauri furono eseguiti, tra il 1513 e il 1521, per volere di Leone X che soleva dimorare nel Castello durante le sue partite di caccia nel bosco di Palo.

Castello Odelscalchi

Le iscrizioni insigni lasciate sui soffitti, sulle finestre e sulle porte ne sono una testimonianza più che eloquente. In un volume dell’ Archivio della Tesoreria Apostolica, dove sono annotate le spese private di Leone X, si legge che il Papa si servì, per i lavori a Palo, dell’opera di Giulian Leno e Gian Francesco da Sangallo. Durante il decennio 1560-70, il Castello di Palo fu tra le fortificazioni costiere che subirono notevoli modificazioni ad opera del programma di riordinamento difensivo dello Stato pontificio.

Castello Palo

 

 

È in questi anni che il Castello, con ogni probabilità, fu dotato di una fronte bastionata come quello di Bracciano. Nel 1563, infatti, Pio V stabilì che fossero rafforzate le torri litoranee e in un documento del 1567, intitolato “Breve sumario delle. torri che si hanno da fare”, elenca, tra quelle che devono essere costruite oppure restaurate, Astura, Civitavecchia, Ostia, Palo e S. Severa. Nel 1573 Paolo Giordano l Orsini vendette il Castello al Cardinale Alessandro Farnese per 25. 000 scudi, ma ritornò poco dopo agli Orsini ai quali lo restituì, nel 1589, Il Granduca di Toscana Ferdinando dei Medici. A sostenere le spese per la tenuta erano i fratelli Flavio e Lelio Orsini, proprietari di Palo nell’ultimo decennio del XVII sec., che, pressati dai creditori, si rivolsero alla Congregazione dei Baroni per ottenere il riconoscimento dei loro diritti e furono costretti da quest’ultima a vendere il Castello, con tutte le sue pertinenze e diritti, a Livio I Odescalchi per il prezzo di 120.000 scudi.

Castello Odelscalchi

La vicinanza con Roma e la particolare posizione amena sul mare fecero di Palo un luogo di piacevole soggiorno per il proprietario che prese subito a cuore il riassetto del Castello ed in particolare la sistemazione accessoria esterna al Palazzo. Nel 1713 Livio I muore senza lasciare eredi diretti. Il Suo successore Baldassare I venderà, nel 1715, il Castello, insieme alla Tenuta di Palo, al genovese D. Grillo, Duca di Giuliano. Il Castello di Palo subì, in seguito, le sorti del patrimonio del Duca di Giuliano e alla sua morte passò al Marchese di Trevico, Carlo Loffredo, suo erede testamentario.

Castello Odelscalchi

 

La lontananza dal luogo e gli oneri per la manutenzione della stessa Fortezza spinsero quest’ ultimo a cedere il castello a Livio II Odescalchi, figlio di Baldassare nel 1715. Negli anni 1792-93 gli avvenimenti maturati in Francia facevano temere un attacco contro lo Stato Pontificio con possibili sbarchi sul litorale laziale. Rapidi accordi intercorsero fra la Segreteria di Stato e il Tesoriere Generale per approntare sollecitamente un piano di difesa, che comportava un immediato dislocamento di truppe ed armamenti.

Castello Odelscalchi

 

Il piano, redatto il 14 ottobre 1792 da Mons. Ruffo, prevedeva l’assegnazione alla guarnigione di Palo di ben 250 uomini, oltre agli ufficiali, i sottufficiali e quattro artiglieri. Le guarnigioni pontificie rimasero nel castello fino a quando una perizia del 1846 ci permette una ricostruzione abbastanza dettagliata dello stesso Forte. Nel 1849 venne proclamata la Repubblica Romana e Papa Pio IX, esule a Gaeta, soIecitò l’intervento delle forze cattoliche europee per aiutarlo a rientrare a Roma. I Francesi, sbarcati a Civitavecchia, nell’aprile del 1849, stanziarono una guarnigione a Palo. Negli anni successivi si assiste al declino dello Stato Pontificio e alla fine del potere temporale dei Papi, segnato, nel 1870, dalla Presa di Roma.

Castello Odelscalchi

 

Le fortificazioni costiere, tra cui quella di Palo, che per tanti secoli avevano svolto, pur fra molte difficoltà, il loro dovere di vigilanza a servizio del Pontefice, persero tale funzione. Così, in una descrizione del 1880, il Guglielmotti riporta del Castello di Palo: “Come dal primo ingresso, così dal resto dell’edificio potete riconoscere ogni membro sviato dall’architettura militare alla civile: gli alloggiamenti ridotti a sale, i quartieri a cucine, le batterie a gabinetti; e sulla piazza alta del ballatoio, non più intorno alle armi e ai pezzi le sentinelle ma gli ospiti avventurosi intorno alle seggiole e ai trespoli, quando spira più dolce la brezza marina”.

Castello Odelscalchi

 

Possessore del Castello è in questo periodo Ladislao I, figlio di Livio III, sotto il quale il Castello, con il rifacimento delle finestre del fronte settentrionale, assunse l’ aspetto attuale. Oggi il castello continua ad essere abitato dalla famiglia Odescalchi.

Castello Odelscalchi

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