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Il Castello di Quistini meglio conosciuto anche come Palazzo Porcellaga, dal cognome del nobile Ottaviano che lo fece costruire nel 1560 come residenza fortificata sostitutiva del Castello di Rovato. Venne edificato in un territorio dove si alternavano dominazione veneta e francese, per questo fu spesse volte sede di diverse guarnigioni militari.

Castello di Quistini

 

Durante la seconda metà del 1500 era infatti prassi comune che i nobili costruissero palazzi fortificati nelle campagne, cintati da mura difensive per proteggerli dalla numerose battaglie dell’epoca.

Castello di Quistini

Castello Quistini rappresenta uno degli ultimi esempi di queste architetture e possiede una cinta muraria a forma di pentagono irregolare con mura sottili, ma anche cinque torrioni agli angoli e una torre di quattro piani posta all’interno. Per la costruzione venne utilizzata la pietra “serena” tipica dell’area del Lago d’Iseo (pietra di Sarnico), con la quale vennero costruiti molti altri palazzi e cascine della Franciacorta.

Nonostante parte del castello sia privata, è possibile visitare alcune sale, tra cui la Sala Grottesca e il Salone che, con i suoi 150 mq, è la sala ad unica campata più grande della Franciacorta.

Castello di Quistini

Il Giardino Bioenergetico di Castello Quistini è stato realizzato nel 2004 ad opera dell’eco designer Marco Nieri e l’Arch. Chiara Odolini. Ad un primo sguardo può sembrare un semplice giardino ma in realtà il progetto del Bioenergetic Landscape si basa su studi e tecniche ben precise.

Castello di Quistini

L’idea di partenza che le piante e natura siano benefiche per le persone è molto antica. E’ noto ad esempio che moltissime specie vegetali possiedono proprietà terapeutiche sotto forma di principi attivi, utilizzati da tempo in vari preparati medicinali o alimentari.Castello di Quistini

 

Molte ricerche hanno anche ampliato la consapevolezza e l’interesse verso l’aiuto che le piante ci possono offrire in altra maniera, dimostrando come l’interazione benefica delle piante con l’uomo possa avvenire anche a livello psicologico, sensoriale o emozionale.

Il labirinto di rose consiste in tre ampi cerchi concentrici composti esclusivamente da rose, con un gazebo al centro coperto con una splendida rosa rampicante ad unica fioritura (Banksiae Alba e Banksiae Alba Plena). I tre cerchi sono a loro volta divisi in quattro settori circolari che raccontano la storia delle rosa: al vostro ingresso le prime piante sono rose rugose (ibridi e spontanee) in direzione del gazebo, attraversando quattro cespugli di rose tapezzanti moderne.

Castello di Quistini

A destra potete trovare rose moderne, mentre all’opposto abbiamo rose antiche. Nel settore sud (verso il vivaio) trovate le rose inglesi di David Austin, fino ad arrivare all’arco ricoperto da una bellissima rosa antica di nome m.me Alfred Carriere.

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