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“Château des Dames”…. Il Castello delle Dame…

Così è chiamato il Castello di Chenonceaux, questa suggestiva residenza che si riflette sulle calme acque del fiume Cher, nella regione dell’Indre e Loira, ha acquisito questo soprannome proprio perché è grazie alle donne che oggi trasmette questa eleganza innaturale.

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In origine nella tenuta sede dell’attuale castello si trovava un maniero che fu bruciato dalle truppe reali nel 1411 per punire il proprietario, Jean Marques, accusato di una cospirazione. Nel 1430 Marques ricostruì il castello insieme ad un mulino fortificato ma il suo erede, fortemente indebitato, nel 1513 vendette il castello a Thomas Bohier, tesoriere dei re Carlo VIII, Luigi XII e Francesco I. Bohier distrusse tutti gli edifici esistenti e diroccati tranne la torre di vedetta e tra il 1515 e il 1521 costruì un nuovo castello per la moglie, Catherine Briçonnet, che vi soleva intrattenere la nobiltà francese e in due occasioni ospitò anche re Francesco I.

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Alla morte di Bohier (1524) e della moglie (1526) il figlio Antoine dovette cedere il castello alla corona per pagare i debiti del padre. Prese possesso del castello il governatore di Montmorency in nome del re Francesco I impegnato in quegli anni nella costruzione del castello di Chambord.

Il suo successore, Enrico II, offrì il castello in dono alla sua amante, Diana di Poitiers, nel 1551 questa divenne duchessa del Valentinois e acquisì la proprietà del castello, divenne anche una delle donne più influenti dell’epoca. A Diane de Poitiers si deve in gran parte l’attuale struttura del castello, sua fu infatti la realizzazione del ponte sul fiume. Fece anche realizzare degli splendidi giardini lungo le rive del fiume.

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Dopo la morte di Enrico II la vedova, Caterina de’ Medici, fece di tutto per scacciare Diane dal castello forzandola ad accettare lo scambio con il castello di Chaumont. Caterina de Medici ne fece la sua residenza preferita aggiungendo altri giardini. Nel suo periodo da reggente di Francia spese ingenti somme per il castello e per organizzarvi feste e intrattenimenti. Nel 1560, in occasione dell’ascesa al trono di suo figlio Francesco II, vi organizzò il primo spettacolo pirotecnico mai visto nel paese.

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Nel 1598, alla morte di Caterina de’ Medici il castello andò alla nuora, Luisa di Lorena, moglie di re Enrico III, questa apprese della morte del marito mentre risiedeva a Chenonceau, cadde in una profonda depressione, e trasformò il castello da luogo di feste in un luogo tetro e silenzioso.

Da Luisa di Lorena il castello fu ereditato da César di Vendôme e da sua moglie, Francesca di Lorena, duchessa di Vendôme, passò così il successivo secolo seguendo la linea ereditaria dei Valois.

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Nel 1720 fu comprato dal Duca di Borbone che, poco alla volta, ne vendette i contenuti. Molte delle statue finirono a Versailles. La proprietà fu infine venduta a Claude Dupin. Sua moglie, figlia del finanziere Samuel Bernard e nonna di George Sand, Madame Louise Dupin, riportò il castello, almeno in parte, agli antichi splendori intrattenendovi i leader dell’Illuminismo: Voltaire, Montesquieu, Buffon, Bernard le Bovier de Fontenelle, Pierre de Marivaux e Jean-Jacques Rousseau.

Salvò il castello dalla distruzione da parte della Guardia rivoluzionaria durante la Rivoluzione francese in quanto essenziale per le comunicazioni, era infatti l’unico ponte sul fiume per diversi chilometri.

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Nel 1864 divenne proprietaria del castello Marguerite moglie del chimico Théophile Pelouze, che lo aveva comprato dagli eredi di Madame Dupin. Dopo la morte del marito Marguerite iniziò dei lavori di ristrutturazione che riportarono il castello all’aspetto che probabilmente aveva all’inizio del XVI secolo

Nel 1913 il castello divenne proprietà della famiglia di industriali cioccolatai Menier.

Durante la prima guerra mondiale il castello fu in parte usato come ospedale mentre durante la seconda guerra mondiale venne usato come via di fuga dalla zona di Vichy occupata dai nazisti.

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Nel 1951 la famiglia Menier cominciò la ristrutturazione del castello e dei giardini, danneggiati da un’inondazione nel 1940.

Il Castello di Chenonceaux è, dopo la reggia di Versailles, il secondo Castello francese più visitato dai turisti. Un luogo eccezionale, originale nella concezione e altrettanto prezioso nelle decorazioni, collezioni ed arredi.

L’impronta femminile si respira ovunque, dalle importanti opere d’arte contenute al suo interno (troviamo infatti opere di grandi maestri come Tintoretto, Correggio e Rubens) alla sontuosità dei giardini, dove l’armonia tra architettura e natura regna incontrastata.

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I giardini del Castello, infatti, rappresentano una parte importante dell’insieme: possiamo trovare infatti il giardino voluto da Diane de Poitiers, al cui centro troviamo una fontana che spruzza un getto d’acqua alto sei metri; quello di Caterina dè Medici che si estende su una superficie di 5.500 kmq; il labirinto di oltre un ettaro che circonda un bellissimo padiglione fiorito; l’orto botanico, infine, curato e coltivato quotidianamente, fornisce una gran quantità di ortaggi per il Castello.

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