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Castello KarlstejnIl castello di Karlštejn (in tedesco Karlstein) è il più importante castello ceco ed anche uno dei simboli del regno Boemosituato nella Boemia centrale, regione della Repubblica Ceca, circa 30 km a sud-ovest della capitale Praga, nel comune omonimo.

Carlo IV del Sacro Romano Impero commissionò, nell’arco del suo periodo a capo del Regno di Boemia, l’edificazione di vari castelli: tra questi spicca il complesso del Karlštejn, da lui voluto allo scopo primario di avere un luogo sicuro per riporre i gioielli della corona, gli archivi di Stato e la biblioteca, che sarebbero rimasti in quella sede per quasi duecento anni.

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Il livello inferiore ospitava le camere e le sale abitate dall‘imperatore, da sua moglie e dal suo seguito. Al livello intermedio, fu costruita la chiesa della Vergine Maria, con un corridoio che la collega alla cappella priva di Carlo IV, consacrata a santa Caterina, la sua patrona, che simbolizza la purificazione. Il livello superiore era rappresentato da una torre prismatica con la cappella di san Croce, raffigurante la volta celeste. Originariamente, il castello era stato concepito come luogo di riposo e relax, ma durante la sua costruzione, che durò più di sette anni, cambiò l’idea dell’uso da farne; il castello diventò il luogo dove conservare i gioelli dell’incoronazione, cechi e imperiali e le preziose reliquie dei santi. All‘epoca di Carlo IV fu soprattutto una sede rappresentativa, distante da Praga solo un giorno di cavallo, e dove si incontravano i maggiori rappresentanti dell’élite politica europea.

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Durante le guerre ussite il castello fu il bersaglio degli attacchi ussiti. La qualità della sua fortificazione venne confermata nel 1422, quando fu inutilmente assediato dai praghesi. Alla fine del XV secolo, vennero apportate delle modifiche in stile tardo gotico, che portarono anche alla ricostruzione del campanile, modificando così la silouhette del castello. Durante gli anni 1578–1597 sono state realizzate molte riparazioni e ricostruzioni in stile rinascimentale. Nel 1625 l´imperatore Ferdinando II, abolì lo statuto di Karlštejn e il castello e anche i suoi domini entrarono a far parte della dote delle regine boeme, fino a quando l‘imperatrice Maria Teresa lo donò all‘Istituto delle nobildonne, che da quel momento iniziò a gestire economicamente tutto il territorio. Solo alla fine del XVIII secolo il valore storico del castello di Karlštejn fu apprezzato, e nel 1887, si iniziò un’opera di restuaro e pulitura del castello, sotto la direzione dell‘architetto Josef Mocker. Alcune parti del castello furono demolite, altre costruite e infine Karlštejn ottenne la sua immagine attuale. Nel 1910 è stato aperto al pubblico.

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La costruzione del castello prese avvio nel 1348 per ordine di Carlo IV; l’edificio era sostanzialmente terminato nel 1365, quando venne dedicata la cappella della Santa Croce nella torre maggiore.

Nel corso dei secoli, il castello venne rimaneggiato più volte: nel 1480 in stile gotico, nel XVI secolo in stile rinascimentale e tra il 1887 e il 1899 in stile neogotico.

Negli anni 1520-1530 fu edificato il palazzo del Burgravio.

La struttura massiccia del castello, le cui pareti hanno fra i 5 e i 6 metri di spessore, contiene non meno di cinque cappelle (tra le quali sono pregevoli quella dedicata alla Vergine e quella dedicata a santa Caterina d’Alessandria).

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Il castello è dominato dalla grande Torre prismatica con la cappella di san Croce, consacrata nella primavera del 1357, che è sicuramente il punto più rappresentativo del castello. Le volta sono decorate con pietre preziose a forma di croci e vi è una collezione unica di centoventi dipinti, la maggior parte del maestro Theodorico, raffiguranti santi, papi e vescovi, sovrani e dottori della legge. Sopra l´altare si trova una nicchia chiusa da un’inferriata d’oro, nella quale sono conservati le insegne e le reliquie dell‘incoronazione imperiale. La volta raffigura il cielo stellato con la luna, il sole e i cinque pianeti allora conosciuti.

Nella grande torre del castello, una scala a chiocciola decorata con scene della vita dei santi Venceslao e Ludmila, patroni della Boemia vissuti nel X secolo, conduce alla famosa cappella della Santa Croce.

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Nel corso dell’ultimo grande restauro del castello, avvenuto alla fine del XVIII secolo sotto la direzione dell’architetto Josef Mocker, è stato trovato in una parete del castello quello che è stato chiamato “il piccolo tesoro del Karlštejn”. Si tratta di una consistente raccolta di oggetti di uso domestico. Ne fanno parte quattro scodelle rare, una collezione di accessori di vario tipo per l’abbigliamento, due grandi fibule da mantello, una specie di piccola ampolla da appendere, una fibbia decorata in metallo, molte altre fibbie decorate con vari motivi. Il gruppo più consistente di questo “tesoro” rimane comunque quello dei bottoni: circa 150 pezzi dalle forme e dimensioni più svariate. Questa consistentissima raccolta testimonia come nel periodo ci sia stato un incremento rapido del mercato orafo alla corte del Lussemburgo, anche perché l’uso dell’oro è in questo caso esteso ad oggetti il cui uso non riguarda l’ambito liturgico.

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Quando nel 1353 Carlo IV passò per il Veneto, o lui o la moglie commissionarono al pittore italiano Tomaso Da Modena due tavole per il Karlštejn. Entrambe le tavole sono firmate: si tratta di un trittico e un dittico. Il trittico è composto di tre tavole, appunto. Quella centrale rappresenta una Madonna con bambino, le laterali recano un san Venceslao e un san Palmazio. La tavola è stata riportata a Karlštejn nel 1919 dalla Galleria Imperiale di Vienna dove era stata portata per garantire una migliore conservazione.

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Il dittico invece è una Imago Pietatis: una Madonna nella tavola di sinistra e un Christus passus in quella di destra. La testa del Cristo è completamente sparita e l’arcangelo che era rappresentato nella cuspide che sormonta le tavole non è più leggibile. Non si sa esattamente dove questo dittico fosse collocato originariamente, forse era nel castello del Karlštejn, ma non nella cappella della Santa Croce.

Nel castello è stato allestito un museo in cui sono conservati dipinti bizantini e medievali.

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