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 Il Castello dei Biandrate a Foglizzo, il nome di Foglizzo deriva da Silva Fullicia, nome che identificava l’estesa foresta che ricopriva la zona in epoca tardo romana e alto medievale, dove sorgeva già una fortificazione, nel medioevo si caratterizzò come luogo di difesa collocato su un poggio collinare che si incunea all’interno del paese, un fortilizio a dominio del paese.

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Anticamente pare venisse denominato FULGITILIM. Ne parla un diploma imperiale dell’anno 882. Altre testimonianze storiche dichiarano che Foglizzo deriva da FULGIDIUM cioè dal latino fidgere, che significa risplendere.

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Pare infatti che un tempo il paese fosse circondato da foltissimi pioppi bianchi che davano un aspetto “bello e fulgido” all’insieme. Esistono altre interpretazioni circa l’origine del nome, ma praticamente sono delle ipotesi, nessuna è certa. Sull’area più alta rispetto al frastagliato altopiano su cui e adagiato il resto dell’abitato.

Innumerevoli reperti archeologici, rinvenuti nei dintorni sia nel passato che in epoca recente, provano le antiche origini di Foglizzo.

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il primo insediamento dei Biandrate in questa parte del Canavese pare risalga al 1140, quando Guido, signore di Biandrate, fu investito dall’imperatore Corrado III di Svevia sul territorio di San Giorgio, già allora un cospicuo villaggio fortificato, che divideva uno dei suoi confini con il vicino paese di Foglizzo.

Gli storici concordano che il castello di Foglizzo venne costruito subito dopo il 1234, in seguito all’investitura, da parte dei marchese di Monferrato Bonifacio, di Pietro (o Petrino) Biandrate su Foglizzo, Balangero e Mathi. Ma forse, più che di costruzione, allora si trattò di un adattamento delle strutture gia esistenti alle esigenze dei nuovi padroni.

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All’inizio della loro signoria su questa porzione dell’odierno Piemonte, i Biandrate non dedicarono grandi attenzioni ai sistemi di difesa del territorio. D’altra parte i loro interessi erano assorbiti altrove; erano i tempi delle guerre tra i liberi comuni e l’imperatore del Sacro Romano Impero di Federico Barbarossa, successore di Corrado III, e i Biandrate si erano apertamente schierati per Vùnpero.IMG_0243

All’inizio il castello non doveva essere una costruzione di grandi dimensioni, anche se mancano elementi per definire con maggiore esattezza le caratteristiche e la forma.

Forse e per non molto tempo, il maniero e l’antico villaggio condivisero l’angusto spazio dello sperone morenico. L’abitato, per ovvie esigenze di spazio, si dilatava un poco verso il sito dove ora sorge la chiesa di S. Giovanni Decollato.

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Al castello si accenna esplicitamente, per la prima volta, nella relazione seguita alla visita pastorale, compiuta in diocesi l’anno 1329 dal vescovo di Ivrea Palejno Avogadro. Il curato, un certo padre Giacomo, Canonico Regolare del convento di S. Egidio di Verrès, ad una precisa domanda dei vescovo rispose che i vasi sacri della chiesa parrocchiale erano stati asportati dal “signore del castello”O. FullSizeRenderNon ci interessa particolarmente il nome dell’ignoto sacrilego, forse Francesco Biandrate San Giorgio, ma la notizia che agli inizi del 1300, a Foglizzo, i B.D.I., GM 3290000 (ex 61).

Biandrate avevano già costruito un castello e vi risiedevano stabilmente, al punto da potersi permettere di non essere troppo teneri con gli abitanti del luogo.

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Si parla ancora del castello di Foglizzo in un documento dell’Archivio Comunale di Moncalieri. Il 9 settembre suddetto (1338), poco dopo il levar del sole, gli eserciti combinati di Acaia e di Angiò arrivarono con felice marcia notturna a Foglizzo, di cui arsero tutta la villa fino alle porte del castello.

Successivamente, nel 1363, nell’introduzione alla sua opera “De bello Canepiciano”, Pietro Azario. enumera tra i “Soggetti ai conti Biandrate” il Castello di Foglizzo. Interessante osservare che, mentre per San Giorgio afferma: “borgo di San Giorgio”, per ‘Tolgicium” si limita al

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In sintesi: l’unica notizia certa che si desume da tutti questi documenti è che, già dalla fine del XIV secolo, e più sicuramente, agli inizi del XIV, in Foglizzo esisteva un castello di proprietà della famiglia Biandrate signori di San Giorgio.

Nel 1355 Foglizzo diventò feudo dei conti di Biandrate, provenienti dal novarese e che fissarono nella vicina San Giorgio Canavese il loro nuovo centro di potere e governo. L’esistenza di un “castrum” (ossia castello di difesa e rifugio) è già citata negli statuti comunali concessi ai foglizzesi dai Biandrate nel 1387.

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Le prime modifiche al maniero difensivo medievale furono apportate nel Cinquecento, seguendo canoni rinascimentali, e  tra Seicento e Settecento il castello subì ulteriori radicali modifiche, In particolare venne aggiunto un ampio salone attualmente adibito a sede delle riunioni del consiglio comunale, per essere trasformato in residenza signorile estiva dai conti Biandrate di San Giorgio C.se, che avevano fissato la loro dimora nel vicino castello di San Giorgio Canavese, assumendo l’aspetto che ancora oggi si osserva. Al fine di abbellire ulteriormente l’edificio, il ricetto medievale annesso al castello venne demolito per lasciare spazio al giardino.

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A partire dal 1811 la proprietà terriera dei Biandrate a Foglizzo fu smembrata e venduta alle famiglie contadine della zona, fino a quando nel 1885 il castello fu acquistato dal Comune stesso, per istituirvi la sua sede.IMG_0859

Nel 1885 il castello di Foglizzo fu acquistato dal Comune, che lo utilizza ancora oggi come sede del municipio.
L’interno del castello è dotato di numerose sale, abbellite da affreschi, emblemi e blasoni, soffitti a cassettoni e volte a vela anch’esse decorate con affreschi, impreziositi da fregi e abbellimenti.

Anche all’esterno il castello presenta alcuni elementi IMG_0854decorativi e con un tratto di fregio in cotto.
Il cortile asimmetrico, che ha al centro un pozzo, presenta un notevole aspetto scenografico grazie al loggiato degli atrii a colonne, con portali barocchi e fregi alle pareti.

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