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Il castello di Nepi, detta anche Rocca dei Borgia, è una fortezza posta sul margine dell’abitato storico di Nepi, in provincia di Viterbo.

L’abitato di Nepi ha origini antichissime. Molti sono stati i ritrovamenti archeologici risalenti all’VIII secolo a.c., testimoni di un’antica quanto sviluppata civiltà già a quell’epoca. La scelta di questo sito per l’insediamento di un centro urbano, è stata ovviamente dettata dalla morfologia del luogo. Uno sperone di forma pressoché triangolare, i cui due lati lunghi sono solcati da profonde forre scavate dall’acqua di fossi, i quali finiscono poi per unirsi più a est. Il terzo lato, quello più corto invece, si apre verso l’esterno. Sin dal periodo repubblicano, fu qui che si concentrarono gli sforzi per edificare opere difensive tali da rendere inaccessibile e impenetrabile la città. Non ci è dato sapere quali fossero le difese preromane, benché secondo Tito Livio e Velleio Patercolo, risulta che Furio Camillo dovette faticare non poco per espugnarle.

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In epoca alto medievale non si ha riscontro nei documenti dell’esistenza o meno di strutture difensive, ne tantomeno della loro natura. Eppure la sua posizione lungo la via Amerina lascia intendere l’importanza strategica del luogo quale avamposto, durante le guerre greco-gotiche. La suddetta via fu per lunghi anni il principale percorso di collegamento tra Roma e l’Esarcato di Ravenna. Nel secolo VIII, il pontefice Gregorio Magno manda in difesa della Rocca, un nutrito esercito guidato dal duca Leonzio.

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Al secolo IX-XI secolo può essere fatto risalire un lacerto murario visibili nei sotterranei del castello stesso. Al XI secolo può essere fatta risalire l’edificazione di una torre a planimetria quadrata, oggi inglobata nel mastio. Successivamente alla costituzione della città quale libero comune (1131), un’altra torre a base trapezoidale viene elevata al di sopra della porta di epoca romana, affiancando quest’ultima con un’altra ad arco ogivale. La nuova torre univa in sé la funzione difensiva, oltre quella di avvistamento e fungeva da avancorpo. Nel tempo verrà aggiunta anche una torretta minore sul lato nord-est di questo nucleo difensivo che via via si andava definendo e ampliando.

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Nella fortezza dimorarono i Prefetti di Vico, Matilde contessa di Canossa, i Colonna, gli Orsini, i Gaetani e gli Anguillara, ovvero tutti quei casati che durante il Medioevo si contesero il controllo di queste zone. Del 1300 è il primo documento a citare l’esistenza di un castello vero e proprio, distinguendolo dalla città. A quest’epoca possono essere riferibili gli affreschi dell’intradosso dell’arco ogivale, ancora oggi visibili nel locale sotterraneo. Situabile tra il 1383 e il 1458 è la riduzione della torre quadrata più antica, in rotonda.

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A partire dal XVII secolo, la Rocca iniziò ad essere abbandonata. Divenne infine luogo di estrazione di materiale da costruzione per la cittadinanza. Nel XIX secolo, si propose di installarvi un carcere, elaborando anche un progetto delle modifiche da apportare. Sul finire dello stesso secolo, una parte della cortina delle fortificazioni farnesiane e parte delle strutture di accesso al palazzo, vennero sventrate per permettere la costruzione di una nuova via di accesso più diretta al centro abitato.

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