Tag

, , , , , , , , , , , , ,

001

Il castello di Acquafredda risalente al XIII secolo, sorge nei pressi del comune di Siliqua (CA) e domina tutta la valle del Cixerri, il castello di Acquafredda a Siliqua, i ruderi ancora imponenti si ergono su un colle di origine vulcanica al centro della piana.

Il Castello di Acquafredda a Siliqua esisteva probabilmente già nel 1215, ma si tende a far risalire la sua costruzione al 1257 grazie alla famiglia nobile pisana dei Donoratico della Gherardesca, era il periodo della Sardegna Giudicale, un periodo durante il quale forte fu l’influenza Pisana nella nostra isola. Proprio il Castello di Siliqua controllava l’accesso dal Cagliaritano verso la ricca città mineraria di Iglesias (argento, zinco e piombo).

001

È opinione abbastanza diffusa che il castello venne fatto costruire per volere del conte Ugolino Della Gherardesca, citato da Dante nella Divina Commedia nell’atto di cibarsi dei suoi figli (XXXIII° canto dell’Inferno), una leggenda quella del cannibalismo del Conte che fu poi smentita da successivi studi scientifici sulle sue ossa e dovuta alle tristi vicende familiari (considerato traditore venne rinchiuso con alcuni familiari nella Torre della Muda, di proprietà dei Gualandi, a Pisa e li lasciati tutti morire di fame), che effettivamente divenne proprietario del forte nel 1257. Il castello risalirebbe invece ad un’epoca più antica essendo già citato in una bolla papale del 1215.

001

Dopo la morte del conte Ugolino il castello passò prima a Pisa e poi nel 1324 a seguito della fine della dominazione pisana in Sardegna agli Aragonesi per venire poi abbandonato probabilmente a partire dal 1410. In seguito passò a vari feudatari sardi fino a che non venne riscattato dal re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia nel 1785 .

La struttura difensiva del Castello di Acquafredda è piuttosto complessa (vedi una ricostruzione del Castello di Acquafredda) e si sviluppa su più livelli, sulla vetta a 256 metris.l.m. c’è il cuore della struttura, cioé il Mastio centrale ovvero l’abitazione del Castellano. Aveva due livelli più la sottostante cisterna, rimangono ancora in piedi i prospetti a nord-ovest e sud-est, che si ergono per 20 metri d’altezza con i loro merli guelfi.

001

Di fronte al mastio svetta ancora possente la Torre di Guardia (248 metri s.l.m.), che i locali chiamano Torre de s’impicadroxiu (Torre dell’impicco), un nome sinistro che molto dice sull’uso della torre stessa probabilmente come prigione.

A circa 200 metri s.l.m. svetta la poderosa struttura muraria della quadrangolare Torre Cisterna che ha la caratteristica di rimanere isolata rispetto alle altre strutture difensive. Inutile dire l’importanza che doveva avere l’acqua per la vita del Castello e della sua guarnigione.

004

Sito a circa 154 m s.l.m., il Borgo militare era protetto da un’alta cinta muraria e difeso da tre torri, due delle quali sono ormai andate distrutte, nell’unica rimanente si può leggervi la struttura su 3 livelli e solai in legno. Nel borgo alloggiavano i soldati, si trovavano i magazzini del Castello, che contenevano dalle armi alle scorte alimentari. Probabile anche la presenza di una chiesa (di Santa Barbara), mai però confermata.

001

Recentemente degli scavi nel sito del castello hanno restituito i resti, sepolti nella nuda terra, di tre individui di sesso maschile di una età compresa fra i 35 e i 45 anni.

Annunci