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Il castello della Rotta, costruito nel IV secolo a Villastellone, un piccolo paese poco distante da Torino, fu possedimento prima dei Longobardi e poi dei Cavalieri di Malta che lo mantennero per tre secoli fino al 1500 quando divenne proprietà della famiglia dei Savoia. Fu in seguito trasformato in deposito di polvere da sparo nel 1706, quando i francesi attaccarono la città di Torino. Tra queste mura venne imprigionato dallo stesso figlio, Vittorio Amedeo II di Savoia, Re di Sardegna, che impazzì e morì completamente folle.001La rocca aveva il compito di difendere il ponte sul fiume BANNA, l’unico passaggio della strada romana proveniente da Pollenzo. Nel primo dopoguerra cadde in rovina ma per fortuna fu acquistato negli anni ’70 dal proprietario odierno, Augusto Oliviero, che lo restaurò e lo allontanò definitivamente dal degrado che lo stava distruggendo, quando era in completo stato di abbandono, chiunque vi aveva accesso e anche una semplice visita con tutte le buone intenzioni poteva diventare pericolosa.001E’ ritenuto uno dei luoghi più infestati d’Italia, specialisti ed esperti di paranormale hanno studiato a lungo questi fenomeni pubblicando anche fotografie e documenti di ogni tipo. Secondo il parere degli studiosi sembra che il Castello della Rotta sia stato costruito in una posizione “strategica” per favorire il verificarsi di fenomeni paranormali, l’edificio sorge infatti nel punto di intersezione di due particolari linee di forza terrestre. Sono numerose le testimonianze di persone che hanno visto con i propri occhi gli innumerevoli fantasmi del Castello; di seguito verranno elencate le apparizioni più note e affascinanti. Davanti al portone d’ingresso c’è chi ha visto apparire il fantasma di un cavaliere a cavallo che vaga con la propria testa sotto il braccio.

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