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C’era una volta un re che aveva una figlia molto bella Korikos’ta. Questo re di nome Dorico, un giorno venne a sapere da un veggente che la giovane avrebbe perduto la vita per il morso di un serpente velenoso. Per evitare che si avverasse la profezia fece allora costruire un possente castello dando ordine che nessuno, tranne la sua più fedele ancella potesse avvicinarla. Inutile precauzione giacché un innamorato – che aveva fatto avere in dono alla fanciulla un cestino di uva senza sapere che tra le foglie ed i grappoli si era nascosta una vipera – involontariamente fu la causa della morte della giovane. Questa la leggenda.

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Il castello è quello di Kizkalesi, sulle coste della Cicilia. non lontano dalla grotta del Paradiso alla quale si accede scendendo 452 gradini fino ad una cappella dedicata alla Madonna. Maestoso, pur se molto rovinato, il castello di Kizkalesi è uno dei tanti che si affacciano sul Mediterraneo e che non si può certo paragonare a quelli della Scozia o della Francia anche perché non c’è stata fortezza in Turchia. nel corso dei secoli, che non abbia subito centina di attacchi; questo non toglie che l’edificio in questione, e così tutti gli altri, non rivesta un enorme fascino per la storia che ha da raccontare.

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Come dimenticare, ad esempio, il castello di Alanya la cui struttura originaria, che dominava il picco roccioso dell’antica Coracesium, fu per lungo tempo un covo di pirati. Ad oltre 250 metri di altezza, proprio davanti ai primi contrafforti delle montagne del Tauro, il castello conserva ancora le parti costruite dai romani di Marco Antonio che aveva ceduto la provincia alla regina Cleopatra non prima di aver utilizzato il legname della zona per costruite la flotta da opporre alle triremi di Ottaviano.

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Poco più ad est, i castelli si susseguono uno dietro l’altro; da quello di Anamur (stupenda costruzione edificata nel 1230) a quelli di Liman e Tokmar. Percorrendo poi la strada verso Adana, molto prima di arrivare alla frontiera con la Siria. Sono due i castelli di grande interesse e che meritano quindi una visita attenta. Il primo è la fortezza del Serpente (Yilan Kalesi) il cui nome. pare, si debba ad un re armeno della Cicilia che si era alleato con i crociati. Una volta, probabilmente, tutto intorno alle mura dovevano esserci dei rettili. Il secondo castello è Kozan con 44 torri dotate di feritoie dalle quali veniva buttato l’olio bollente sui nemici. Tutto il sud. lungo la costa del Mediterraneo, è comunque zona ricca di fortezze. Come trascurare infatti, i castelli di Lampron di Anavarza, di Sis e di Toprakkale. E, tanto per rimanere in tema come non citare altri due castelli che si trovano però in altre zone della Turchia. Ci riferiamo al castello di San Pietro a Bodrum (antica Alicarnasso) e al castello di Rumeri Hisani sulle rive del Bosforo (Istanbul). Capolavoro dell’architettura tardo-medioevale, eretto sul sito di una fortezza turca, il castello di San Pietro o Petronium risale come si legge in una delle tante guide – al 1492 quando i Cavalieri del Sovrano Ordine Militare Gerusalemme di Malta decisero di fortificare il tratto costiero, I lavori furono affidati al tedesco Heinrich Schelegelholt.

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II castello è arricchito da cinque torri: del Serpente, di Germania, di Francia, di Italia e di Inghilterra. Di notevole pregio, il museo raccoglie collezioni di gioielli e di monete nonché statuette in bronzo e in terracotta. In quanto al castello di Rumeni Risani, o castello della Tracia. fu costruito in soli tre mesi per ordine di Mehmet II . Era il 1492. un anno prima della caduta di Costantinopoli. Per realizzare l’opera furono impiegate duemila persone. Nei pressi della torre settentrionale. la più massiccia ed imponente (24 metri di diametro e 18 di altezza su sette piani), pare si trovasse la roccia sulla quale – nel V secolo a.C. Dario I fece erigere il trono da cui osservare la sfilata delle truppe persiane che si accingevano ad attraversare il Bosforo.

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