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Non si conosce la data precisa della fondazione del paese di Saliceto, la sua Pieve viene però menzionata per la prima volta nel diploma di Ottone II (967 d.C.).
Altro dato certo è che risale a un periodo sicuramente anteriore al 1355 la decisione di far realizzare i disegni dei numerosi castelli acquisiti fino ad allora (fra cui figurava anche quello di saliceto) dal Comune di Asti. Da questa importante fonte iconografica emerge tuttavia un maniero con forma e struttura molto diversa da quelle attuali. Esso ha infatti la forma di un grande caseggiato merlato, dotato di torre laterale rotonda e sormontato dal vessillo a bande gialle e rosse dei marchesi Del Carretto.
Fu prima proprietà del vescovo di Savona, poi passo al comune di Asti e dal 1251 al 1532 alla famiglia dei Del Carretto, quando Carlo V lo dona ai Savoia, i quali ne infeudarono la famiglia Damiani di Priocca.
Saliceto passò poi in forma quasi definitiva ai Savoia, con l’eccezione del periodo in cui fu governato dagli Spagnoli (1639-1659) e dai Francesi (1800-1814).

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Durante la prima di queste fasi di transizione, e in particolare nel 1639, il Pimonte fu peraltro interessato dalla guerra che i Francesi avevano dichiarato agli Spagnoli per cacciarli dall’Italia. 
È in questo periodo che si colloca la battaglia di Saliceto, durante la quale andò fra l’altro distrutta parte del castello, fra cui probabilmente la torre attualmente mancante.
Nella prima metà del secolo scorso il castello è infine diventato proprietà di Cesare Barberis fu Francesco e in seguito del cavalier Giuseppe Mazzone, che morì nel 1914 lasciandolo in eredità ai figli. Il maniero è attualmente proprietà del Comune che lo ha acquistato nel 1999.

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Fondato come fortilizio a uso esclusivamente militare e non residenziale, il maniero era anticamente cinto da un fossato ed era accessibile da un ponte levatoio, poi rimosso e sostituito da una rampa in muratura di pietra e mattoni.
Pregevole il cortile interno in cui rimangono i resti di una piccola cappella affrescata.
Gli affreschi presenti nella cosidetta “Sala delle armi” raffigurano scene tratte dalla vita del Cristo. Nell’ampia nicchia è stato scoperto recentemente un ciclo pittorico: un Agnus Dei sulla volta, a cui è sovrapposta una grande croce gemmata.
Si affiancano due medaglioni femminili a monocromo, e sotto questi, lo stemma dei Del Carretto. L’analisi stilistica e iconografica rimanda all’ultimo decennio del 1300.

Le sale interne sono state da poco ristrutturate e presentano un ciclo di affreschi Liberty di fine Ottocento, primi Novecento. A partire dall’autunno 2010 le stesse sale sono state arricchite con parte di quello che era il mobilio originale.

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