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Visitare il Castello di Loches significa fare un vero e proprio tuffo nel passato, per scoprire una delle più belle città fortificate di Francia.

Situato nell’omonima città di Loches, nel dipartimento Indre-et-Loire della Valle della Loira, ha origini molto antiche, che risalgono al nono secolo.

Il Castello di Loches viene occupato da Enrico II d’Inghilterra e dal figlio, Riccardo I d’Inghilterra, il castello ha sostenuto gli assalti del Re Filippo II di Francia fino al 1205.0001

In una sala della loggia si incontrarono Giovanna D’Arco e il Delfino Carlo, che si convinse a recarsi a Reims per farsi consacrare re di Francia.

Il castello fu la residenza favorita di Carlo VII di Francia e venne risistemato dalla sua amante Agnese Sorel, alla quale il re l’aveva offerto insieme al feudo di Loches.

Il Re viene inoltre fortemente influenzato da Agnés Sorel, damigella di corte diventata sua amante, che gli impartisce utili consigli sulla gestione della sua politica, e che diventa la prima nobildonna ad essere riconosciuta come maitresse en titre, favorita ufficiale del Re; è possibile visitare la sua tomba negli appartamenti reali.

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Agli inizi del XI secolo viene realizzato dai conti d’Angiò l’imponente torrione che, con i suoi 36 metri, è non solo il più imponente del suo tempo in tutta Europa, ma risulta tuttora il meglio conservato; Luigi XI lo trasformerà poi in prigione, dove vengono imprigionati importanti personaggi, come il cardinale Balue e Ludovico Sforza detto Il Moro, che muore proprio qui.

Durante la Rivoluzione Francese il Castello viene saccheggiato e danneggiato, i lavori di restauro iniziano solo nel 1806, ma di alcune parti attualmente restano solo le rovine.

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Il Castello, di proprietà della città di Loches, è oggi aperto al pubblico.

Non appena si accede al Castello di Loches attraverso il torrione, il visitatore è immerso nell’ambiente carcerario del Medioevo… La torre di Luigi XI, le carceri, le segrete, le fortificazioni sotterranee ed i graffiti dei prigionieri riportano alla mente episodi di dura crudeltà.

Per contro, poco lontano dalla casa del Governatore, i giardini con i suoi pergolati, prati e panchine, sembrano in qualche modo oscurare l’ambiente oppressivo che si respirava all’interno.

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La loggia reale, splendido gioiello del Rinascimento francese e residenza prediletta della dinastia dei Valois, è composta da una torre nella parte sinistra, una costruzione con feritoie e torre di guardia al centro ed un padiglione di caccia a destra.

Al suo interno troviamo una tappezzeria fiamminga che rappresenta gli strumenti musicali, un ritratto di Carlo V, la prestigiosa “Passione di Cristo“, attribuita a Jehan Poyet intorno al XV secolo, e la tomba in marmo bianco di Agnés Sorel, decorata con sculture del XV secolo.

Nella Tour du Martelet si trovano la prigione e la stanza delle torture. Attraverso una scala stretta si raggiunge il torrione, dal quale si può ammirare una veduta panoramica di tutto il complesso.

All’interno del complesso sorge inoltre una chiesa in stile romanico, la Collegiata di Saint Ours, dalle forme decisamente singolari, in cui venne sepolto Ludovico il Moro, che si innalza al centro degli edifici con i suoi due campanili.

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