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La ROCCA VISCONTEO VENETA, situata a Lonato del Garda (BS), a pochi chilometri dal casello di Desenzano dell’autostrada A4 Milano-Venezia, è una millenaria fortificazione che domina tutto il basso lago di Garda. Dal 1912 è stata dichiarata Monumento Nazionale.

Ricca di fascino e di storia,

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Il Castello di Lonato, comunemente denominato Rocca, si erge sulla sommità di uno dei rilievi dell’anfiteatro morenico che domina la parte meridionale del lago di Garda.

Il versante sud di questa collina accoglie il centro storico dell’abitato di Lonato, la cui estrema periferia si estende oggi fino a lambire le prime testimonianze della pianura padana.

La fortificazione, destinata prettamente ad esigenze di ordine militare e difensivo, si presenta come una delle più imponenti di tutta la Lombardia; la sua pianta irregolare rivela infatti una struttura lunga quasi 180 metri e larga mediamente 45 metri.

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Due sono i corpi che, a livelli differenti, la compongono: la Rocchetta nella parte più alta e, più in basso, quello che è denominato il Quartiere Principale.

Nonostante la lunga dominazione dei Visconti e degli Scaligeri, l’intero complesso, composto da grossi ciottoli morenici, presenta una merlatura di tipologia guelfa, frutto sicuramente di semplicistici restauri eseguiti in passato.

Al Castello si accede dal suo lato meridionale tramite una porta ed un ponte levatoio restaurati e ripristinati nel 1980 da un intervento curato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici. (1)

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Sul lato destro dell’ingresso principale si apre una postierla per il transito pedonale, mentre nella parte superiore, in una nicchia, è conservato una leone di S. Marco, simbolo della dominazione veneta.

Prima dell’ingresso, sempre sulla destra, si innalza la massiccia struttura in ciottoli e mattoni del baluardo (2), sulla cui sommità esistono ancora tracce di incavi che possono essere interpretati come alloggi di bocche da fuoco poste a difesa della fortificazione.

Varcato l’ingresso, sulla destra sono visibili i resti dei locali di servizio del corpo di guardia, attraverso i quali, nella parte sottostante, si può accedere alla Casamatta del baluardo.

Percorsa una breve rampa, dal lato sinistro ci si immette nel Quartiere Principale che conserva ancora i resti di camini delle caserme per l’alloggio delle truppe (4), un locale dotato di ampio forno ed un pozzo per la raccolta dell’acqua piovana.

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Un portale ad arco a sesto acuto (5) immette nel Quartiere di Tramontana, alla cui estremità sono visibili i resti di una postazione di avvistamento e di artiglieria venuti alla luce nella metà degli anni Ottanta (6).

Percorrendo a ritroso il cammino di ronda (7), dal quale si è in grado di godere di uno spettacolare panorama del lago di Garda, si giunge all’ingresso della Rocchetta (8) a fianco del quale si può notare la solida struttura del maschio, dotato di prigione (9).

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Superato l’ingresso, sul lato destro si possono osservare gli ambienti restaurati del quartiere di Monizione (10) attraverso i quali ora si è in grado di raggiungere la sommità del Maschio, punto più alto di tutta la Fortezza.

Il fianco meridionale, dal quale si gode di un’ottima vista sul centro storico del paese e su buona parte della pianura, conserva ancora i resti di alcuni ambienti, ridotti praticamente al solo pavimento (11).

Parallela al lato interno orientale della Rocchetta si erge la Casa del Castellano (12), antica dimora del responsabile della Fortezza, che presenta una pianta rettangolare. I locali del piano rialzato, che contengono (unico elemento architettonico degno di nota) un camino di epoca rinascimentale, accolgono attualmente il Museo Civico Ornitologico. Sotto di essi si apre un vasto seminterrato – un tempo magazzino o stalla – ora trasformato in moderna sala conferenze.

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Sul retro della Casa sono state portate alla luce alcune cisterne per la raccolta dell’acqua piovana (13), al cui rifornimento provvedeva anche il pozzo di acqua sorgiva tuttora visibile nei pressi del fabbricato.

Nell’angolo nord orientale si apre la Porta di Soccorso (15) dotata di una lunga e stretta scalinata che scende fino alla base esterna del castello, dove, in una nicchia scoperta nel 1838, furono rinvenuti alcuni scheletri umani. Nello stesso anno venne demolito il rivellino che provvedeva alla difesa della porta stessa (16).

Il lato settentrionale della Rocchetta è caratterizzato dalla presenza di resti di altri ambienti la cui funzione è di difficile interpretazione (17).

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