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Il castello scaligero di Valeggio sul Mincio è un castello di origine medievale situato lungo le rive del fiume Mincio, nella cittadina di Valeggio sul Mincio.

Posizionato sulla sommità di una collina, dalla quale domina tutta la valle del Mincio il Castello Scaligero è stato edificato a partire dal XIII secolo dagli Scaligeri e nei secoli successivi è stato sottoposto a numerosi rifacimenti, che non hanno però alterato il suo aspetto medievale.

Il castello di Valeggio sul Mincio, nonostante le ferite inferte dagli uomini e dal tempo, mantiene inalterata la suggestiva imponenza delle fortificazioni medievali. La parte visitabile, da poco restaurata, era originariamente chiamata la Rocca e ad essa si accedeva tramite due ponti levatoi. Un terzo ponte levatoio, l’unico ancora esistente, immetteva nella parte più ampia del complesso, chiamata il Castello. Di questo rimangono solo i ruderi delle mura perimetrali e l’intera area interna è ora occupata da una villa privata costruita all’inizio del 1900. E’ possibile ammirare, una volta entrati nella Rocca, l’antica Torre Tonda. Questa doveva formare con altre tre, raccordate da cortine merlate “guelfe”, una fortificazione di epoca precedente sulla sommità della collina.

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La scelta di questo luogo per la realizzazione di una fortificazione non era certo casuale. Da secoli infatti esisteva uno dei punti più sicuri per l’attraversamento del fiume Mincio di notevole importanza strategica, proprio nella sottostante valle. In quel periodo il fiume Mincio segnava il confine tra il Sacro Romano Impero della nazione germanica e il Marchesato di Tuscia, formato dai vasti possedimenti dei potenti Canossa. Un violento terremoto, nel gennaio 1117, scosse l’Italia settentrionale, abbattendo la gran parte degli edifici in muratura, primi fra tutti le torri ed i campanili. Fu così che crollò la prima vera fortificazione valeggiana, lasciando superstite un’unica torre, la Torre Tonda.castello-valeggio-sul-mincio.torre

Il punto di svolta si ebbe nel 1262, quando venne eletto Capitano del Popolo Mastino Della Scala e nel giro di pochi anni la famiglia degli Scaligeri assumerà il controllo totale del potere in Verona, sovrastando in questo modo le deboli istituzioni comunali. I lavori di ricostruzione e di ampliamento della zona fortificata di Valeggio. Oltre alla realizzazione della Rocca e del Castello precedentemente citati, fu edificato l’avamposto sulle rive del Mincio, che inglobò alcune case e la piccola chiesa romanica dell’antico monastero di Santa Maria. Sulla collina, una muraglia (la “Bastita”) garantiva il collegamento fra la cinta turrita e il Castello. I lavori di un’altra “Bastita” iniziarono nel 1345, ad opera di Mastino II Della Scala. Questa seconda opera fu ben più impegnativa della precedente ed era parte di una poderosa linea difensiva costituita da fossati e mura merlate intervallate da torresini, scendeva dal Castello, circondava il piccolo villaggio di Valeggio, raggiungeva dopo quattro chilometri il fortilizio della Gherla, proseguiva lungo il fiume Tione toccando il castello di Villafranca di Verona per terminare, tre chilometri oltre, nelle campagne paludose che circondavano Nogarole. Quest’opera difensiva, il cosiddetto Serraglio (o Serraglio scaligero), era lungo circa 16 km. Nel 1348 la famosa “Peste nera” colpì anche Valeggio che falciò i due terzi delle popolazioni colpite e poco dopo l’ultimazione dei lavori, gli Scaligeri vennero sconfitti dai Visconti di Milano, i quali conquistarono il Serraglio e le roccaforti valeggiane, nel 1387. Nel 1393 il conte di Virtù, Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano, realizzò un complesso fortificato unico in Europa attraverso il raccordo del suo famoso Ponte-diga visconteo con la Rocca di Valeggio tramite due cortine merlate.

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Il lento decadimento delle strutture tardo medievali iniziò durante la dominazione veneziana: le torri, superate dalle più moderne costruzioni strategico-militari ed impotenti di fronte alle nuove micidiali artiglieri, cominciarono crollare. Intorno alla metà del XVI secolo, la Serenissima cedette ai privati sia il Castello che il Ponte-fortificato. Con il passare dei secoli, a causa delle guerre e dell’incuria degli uomini gli antichi monumenti sono andati incontro ad un progressivo degrado.

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Nel 1984 il Comune di Valeggio sul Mincio riesce approvare e a far partire un importante progetto di ristrutturazione e rivitalizzazione del monumento, che prevede il consolidamento della struttura muraria, restituendo all’uso pubblico un castello tra i più suggestivi della zona. Recentemente è stata resa agibile la passeggiata che permette di accedere alla parte restaurata del castello; si tratta di una stretta ed erta strada, fra il verde della collina e le eleganti ville “liberty”. Nel 2011 è stato anche ripristinato un sentiero che permette di scendere direttamente dal Castello a Borghetto, lungo lo scosceso pendio della collina (il sentiero è segnalato nel catasto austriaco del 1808 ma lo storico locale C.Farinelli ipotizza che sia di epoca medievale)[1]. Uno splendido paesaggio delle Valle del Mincio si può ammirare dal piazzale della Rocca, tra le svettanti torri, e sull’altro versante, le case del paese e l’inizio della pianura veneta.

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Una leggenda di cui si sono perse le origini è legata all’antica torre rotonda. Narra la leggenda che nella suddetta torre venne murata la spada strappata ad un cavaliere ucciso in battaglia o forse assassinato in seguito a qualche intrigo. Lo spettro del cavaliere ritorna nelle notti di tempesta o di plenilunio per cercare la spada, l’unica che possa garantirgli il riposo dell’anima e il recupero del proprio onore. La spada non fu mai ritrovata e il cavaliere continua a tornare ogni notte di tempesta o di plenilunio per una ricerca senza fine.

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