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Il castello di Montebello sorge a Bellinzona comune svizzero del Canton Ticino.

È situato su di uno sperone di roccia posto sui primi contrafforti del versante sinistro della valle del Ticino a strapiombo sulla città. Chiamato anche castello piccolo, nuovo o di mezzo nei secoli XIV e XV, castello di Svitto dal 1506, castello di San Martino dal 1818, (ora Museo archeologico), coi castelli di Castel Grande e di Sasso Corbaro e le mura che tagliano la valle, fa parte di un complesso medioevale iscritto dal 2000 come patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO

L’imponente fortezza è posta sopra uno sperone roccioso che sovrasta la città vecchia ad est. La rocca primitiva, attestata indirettamente nel 1313, fu forse edificata nel tardo XIII secolo dall’importante casato comasco dei Rusca e corrisponde all’odierno nucleo centrale costituito da un possente mastio trapezoidale, completato all’inizio del XX secolo, da due cortili e dalle antiche dimore feudali.

A questo complesso venne addossato verso il 1600 l’oratorio di San Michele, rinnovato da Giuseppe Weith nel 1934. Verso la metà del XIV secolo, forse nell’ambito delle opere di collegamento con le fortificazioni cittadine, il castello fu munito di una cinta coronata da merli ghibellini. Fu il secondo maniero edificato a Bellinzona dopo il Castelgrande. Venne edificato dalla famiglia patrizia dei Rusca alla fine del XIII secolo. La famiglia trovò rifugio nel castello quando Bellinzona venne occupata dai milanesi.

Negli anni 1462-1490 seguirono ulteriori opere d’ampliamento che comportarono la costruzione di una nuova cinta di mura merlate a pianta romboidale più robusta che incorpora parti di quella trecentesca, con torri a pianta arrotondata o poligonale, aperte verso l’interno, negli angoli ovest e nord. Ad est del fossato fu eretto il rivellino ad angolo acuto, con porta esterna (ricostruita), un secondo fossato adiacente e camminamento di ronda dotato di caditoie.

Il fossato più antico è delimitato a nord da un parapetto, a sud da una torre pentagonale, da cui parte il tratto di raccordo verso le mura cittadine. I lati a meridione sono altrettanto muniti, contraddistinti da un lungo muro rinforzato sul ripido declivio e collegato alla muraglia protettiva del borgo, come pure quello nord-occidentale, anch’esso coordinato con le mura borghigiane e dotato di un muro supplementare lungo il lato rivolto verso il borgo.

Lavori di consolidamento e ripristino furono diretti da Eugen Probst (1873–1970) coadiuvato da una commissione di esperti negli anni 1902-1910. Il museo archeologico fu realizzato da Mario Campi, Franco Pessina e Niki Piazzoli (nato nel 1934) nel 1974: una struttura in acciaio sospesa al soffitto della torre, impostata sul confronto antitetico tra vecchio e nuovo. Oggi è sede del Museo Civico: sezione archeologia e di storia delle origini della città.

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